Consiglio Grande e Generale: la nomina dei membri del Collegio Garante
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Mercoledì 15 Gennaio 2020

 

SAN MARINO - La nomina dei membri del Collegio Garante della Costituzionalità delle Norme infiamma la seduta pomeridiana del Consiglio Grande e Generale. Gian Nicola Berti (Npr), dopo aver ripercorso i passaggi che hanno portato alla nascita del Collegio stesso, ribadisce che "quella della giustizia è un'emergenza per il Paese" e che è dunque importante "dotarsi di un organismo formato da persone imparziali". "Vi ribadisco – conclude - che sarò in qualsiasi momento disponibile a sostenere nomi di membri del Collegio Garante che abbiano gli stessi requisiti dei nomi proposti oggi". Durissimo Nicola Renzi (Rf), che parte dalla ricostruzione di quanto avvenuto negli Uffici di presidenza. "Ridicolo chiederci di formulare un nome tra 31 dicembre e 1° gennaio. Di fronte alle nostre proposte, ci è stato risposto: non importa, andremo dritto con i nostri nomi. Dov'è questo nuovo metodo?". Quindi la frecciata a Rete: "Quanto fango abbiamo gettato su persone che oggi servono il Paese? Il prof De Vergottini è membro della Fondazione Tatarella. Cosa farà oggi il Movimento: si scuserà con il prof. Guzzetta?". "Quell'organo si è autoprorogato nonostante potesse riunirsi in qualsiasi momento" osserva Alessandro Cardelli (Pdcs), che poi bacchetta l'opposizione: "nella scorsa legislatura avete colonizzato tutto quello che potevate colonizzare". Per il Segretario di Stato alla Giustizia Andrea Ugolini occorre "ridare quanto prima piena operatività all'organismo". Quanto ai profili indicati, "credo ci possa essere un trasversalità di competenze".

"Considero quello che è stata effettuato a Capodanno dalla maggioranza un atto di forzatura vero e proprio. Non avevamo motivo di ritardare la nomina, se non quello di poterne parlare" dice Eva Guidi (Libera). "Il nostro Collegio Garante non è stato privo di macchie – osserva il Segretario di Stato a Istruzione e Cultura, Andrea Belluzzi -. Invito l'Aula a valutare l'opportunità di avviare una discussione sulla revisione della norma". "Chi ha parlato di forzatura, non ha elencato le forzature rispetto alle leggi che erano esistenti" afferma il Segretario di Stato agli Interni Elena Tonnini, rispondendo a Renzi. "Il Collegio è solo l'antipasto – avverte Miriam Farinelli (Rf) -. Si continuerà condizionando i magistrati, e si chiuderà il cerchio concedendo mano libera a chi ha pronte liste di proscrizione per personali vendette. Il Collegio è solo l'antipasto". Iro Belluzzi (Npr) ci tiene a ricordare all'Aula che "legalità e forza dei numeri non danno l'autorevolezza per affrontare le questioni se non vi è il giusto confronto e condivisione con le forze di minoranze".

Un appunto critico (anche alla maggioranza) arriva da Pasquale Valentini (Pdcs). "Nel precedente Consiglio avevo parlato di una stonatura sulla nomina del Collegio Garante. Il mio appello non ha avuto un grande effetto. Non è perché c'è un'urgenza che ogni modalità è giustificata. Stiamo ripetendo a poli invertiti la situazione della precedente legislatura. Questo tema non si può affrontare in una logica spartitoria. C'erano, volendo, le condizioni per trovare la sintesi".

 

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