Consiglio Grande e Generale: la vendita del secondo titolo “Demeter”
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Martedì 14 Gennaio 2020

 

SAN MARINO - La seduta del Consiglio Grande e Generale si apre con il messaggio di cordoglio dell'Ecc. Reggenza per la scomparsa, il 10 gennaio scorso, di Marino Bollini, seguito da un minuto di silenzio. A tenere banco, durante il Comma Comunicazioni, è la notizia della vendita del secondo titolo "Demeter", con i consiglieri di Libera che rivendicano l'estraneità della maggioranza rispetto all'operazione che aveva dato avvio al cosiddetto 'caso titoli'. "Il recupero totale o parziale dei titoli Demeter nulla toglie alla responsabilità di eventuali reati attorno alla vicenda, per i quali abbiamo sempre richiesto risposte all'interno dell'Aula" afferma Eva Guidi (Libera), che dà lettura di un ordine del giorno con cui si chiede la convocazione di una Commissione finanze, con l'audizione di Banca Centrale, per fare il punto della vicenda dal punto di vista patrimoniale, economico e politico. Matteo Ciacci (Libera) chiede "onestà intellettuale" e di "riconoscere il lavoro profuso nella difesa della governance e nella lotta ai poteri forti". "Io credo che l'allora maggioranza si fosse resa conto che l'investimento avrebbe arrecato danno al Paese" attacca Francesco Mussoni (Pdcs), dicendo basta al "ritornello della lotta ai poteri forti". "Il Governo di allora non era minimamente informato sull'operazione che è stata fatta" rimarca Nicola Renzi (Rf). Per Emanuele Santi (Rete) l'odg di Libera è "una richiesta tardiva: noi abbiamo chiesto tante volte di fare chiarezza, ma c'è stato un muro di omertà". "Quell'operazione era fuori legge – taglia corto Alessandro Mancini (Npr) – occorre accertare la responsabilità di chi l'ha fatta". Per Andrea Zafferani (Rf) "sarebbe bene sapere le cifre esatte dell'operazione conclusa da Banca Centrale, prezzo di acquisto, di vendita e interessi maturati". Marco Nicolini (Rete) punta il dito contro la stampa e chiede giustizia per "un Paese raggirato da ladri di polli che si fingono finanzieri", mentre Giovanni Zonzini (Rete) parla di "lacrime di coccodrillo" dell'ex maggioranza. L'operazione, ricorda Giancarlo Venturini (Pdcs), "ha favorito la risoluzione di un debito da parte di una società controllata dalla stessa Banca Centrale".

Terminato il Comma Comunicazioni, si passa al Comma 2: "Nomina di due membri effettivi e di un membro supplente del Collegio Garante della Costituzionalità delle Norme". Apre il dibattito Francesco Mussoni (Pdcs) secondo cui le valutazioni da fare sono due: "una legale ed una politica". Nel primo caso, "è stata pienamente rispettata l'impostazione prevista dalla legge". Quanto al dato politico, "in ufficio di presidenza la maggioranza ha proposto dei nomi. L'opposizione, pur avendone facoltà, non lo ha fatto". Mussoni ammette che c'è stata "un'eccezione alla regola", ma assicura poi che "la prossima nomina sarà dell'opposizione, con il pieno appoggio da parte della maggioranza". "Il sospetto è che la vostra seppur velata intenzione sia quella di mettere le mani sul Consiglio giudiziario plenario e di conseguenza sul tribunale" dice Michele Muratori (Libera), parlando di "indecoroso en plein dal retrogusto vagamente totalitarista" e si domanda "perché tuttA questa fretta nel voler nominare il nuovo Collegio?".