Consiglio Grande e Generale: seduta straordinaria dell’11 novembre
PDF Stampa
Martedì 12 Novembre 2019

 

SAN MARINO - I lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono dal dibattito sull'articolo 12 del bilancio di previsione per l'anno 2020: anagrafica dei crediti in sofferenza delle banche. Le diverse forze politiche continuano a evidenziare perplessità e dubbi, soprattutto sul ruolo del Comitato di sorveglianza, che l'articolo si propone di far decadere. "In questo modo – incalza Stefano Palmieri (Rf) - si rischierebbe di bloccare alcune transazioni, andando ad ingessare l'attività di recupero crediti". Denise Bronzetti (Ps) ritiene che ci siano "aspetti giuridici che hanno necessità di essere chiariti soprattutto in relazione alla privacy". Federico Pedini Amati (Mdsi) si chiede se la misura possa eventualmente scoraggiare investimenti esteri. Alla luce delle considerazioni emerse, il Segretario di Stato Eva Guidi chiede di sospendere l'esame dell'articolo 12 per verificare insieme ai capigruppo se "alcuni degli aspetti messi in luce durante il dibattito possano trovare una sistemazione". Si arriva così alla decisione di cassare l'articolo in questione, in quanto – come spiega il Segretario - "sarebbero opportune delle verifiche più approfondite soprattutto per il regolamento europeo in materia di privacy".

A tenere banco, nel corso della seduta pomeridiana, è poi l'articolo numero di 17: "rivalutazione delle rendite catastali". Rete e Ssd difendono la misura". "C'è un innalzamento dei valori catastali, ma dall'altro lato si aumenta notevolmente l'esenzione. Viene portata da 1.500 a 2mila. Chi viene colpito con questa rivalutazione? Chi ha o una villa da 500 metri o più di un appartamento" dice Roberto Ciavatta (Rete). A bocciare l'articolo sono invece i consiglieri di Rf. Per Lorenzo Lonfernini "si tratterebbe di una mini-patrimoniale o di una Imu in salsa sammarinese". Inoltre vi è il problema "dei ritardi nelle verificazioni catastali". "I tecnici del catasto – chiarisce il Segretario Guidi - ci hanno detto che il lavoro di verificazione volge al termine ed entro il 2019 risulterà concluso. Nel 2020 saremo tutti quanti nelle stesse posizioni di equità e avremo tutti quanti i nostri immobili accatastati secondo le condizioni reali. Nel caso dovessero comunque rimanere indietro alcuni immobili per motivazioni varie, faccio presente che così come per le patrimoniali 2012 e 2018, anche in questo ci sarebbero stati dei conguagli per le rivalutazioni delle rendite catastali".

L'Aula si spacca sull'articolo 22 per l'istituzione del tavolo di confronto quadripartito. Una parte delle forze politiche – dal Pdcs al Ps passando per Psd e Mdsi – lo ritiene una forzatura e chiede il rispetto dei ruoli istituzionali. "E' un dovere di qualsiasi Governo confrontarsi con forze sociali, economiche e anche con le altre forze politiche – dice Marco Gatti (Pdcs) -. E' un dovere, ma non un obbligo di legge. Non si può avere un tavolo dove sono tutti presenti e non c'è un responsabile". Per Federico Pedini Amati (MDSI) si va a "conclamare ancora di più il fallimento della politica: è insito nell'azione stessa della politica il fatto di confrontarsi". Civico 10, Ssd e Dalibor Riccardi del Gruppo Misto rivendicano invece l'utilità del tavolo. Matteo Ciacci (C10) parla di "metodo nuovo di gestire le cose", che ha introdotto "responsabilizzazione e consapevolezza". Secondo Riccardi si va a "stipulare un patto di fiducia bipartisan. Associazioni di categoria e sindacati si sono stufati di essere presi in giro". Per soli due voti di differenza (16 favorevoli, 14 contrari, 10 astenuti) l'articolo viene approvato dall'Aula.

Il Consiglio Grande e Generale, nell'ultima seduta dell'attuale legislatura, procede quindi al voto del progetto di legge, che viene approvato con 22 favorevoli e 9 astenuti. Soddisfatto Giuseppe Maria Morganti (SSD): "Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato alla stesura del provvedimento, non esaustivo, per carità, ma necessario per il Paese in questo momento delicato". Matteo Ciacci (C10) rimarca la validità del metodo usato per arrivare alla stesura del documento "che dovrà essere portato avanti nelle scelte strategiche a prescindere dal Governo". Roberto Giorgetti annuncia invece l'intenzione di Rf di astenersi: il tavolo istituzionale "aveva il compito di mettere in sicurezza le risorse dello Stato e del sistema bancario e di dare avvio a riforme strutturali. Di tutto questo nel bilancio non c'è nulla".

Di seguito un resoconto degli interventi.

 

Comma 2

c) Bilanci di Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l'esercizio finanziario 2020 e Bilanci Pluriennali 2020/2022 (I lettura).

 

Articolo 12: Anagrafica dei crediti in sofferenza delle banche

 

Stefano Palmieri (Rf): Abbiamo delle perplessità che riguardano soprattutto il comma 4. Il comitato di sorveglianza non ha prodotto valutazioni quindi non possiamo valutare il lavoro svolto. Ad oggi è l'organo che dà l'ok alle transazioni tra debitore e banca. Qualora approvassimo il comma numero 4, si rischierebbe di bloccare alcune transazioni, andando ad ingessare l'attività di recupero crediti. Quindi, in caso di decadimento del comitato, occorre trovare un altro organismo che lo sostituisca.

Denise Bronzetti (Ps): C'è una attenzione che va posta ogni volta che ci si appresta a varare delle norme. L'articolo, così come proposto, necessità di alcune modifiche. Mi riferisco ad aspetti giuridici che hanno necessità di essere chiariti soprattutto in relazione alla privacy. Tutto questo per non creare un articolo che possa essere vanificato da norme e leggi di cui non teniamo conti. Quindi chiedo siano fatte tutte le verifiche affinché ciò non avvenga. Relativamente ai crediti in sofferenza di importo rilevante, mi chiedo a chi spetta definire quali sono gli importi rilevanti.

Pasquale Valentini (Pdcs): Si pensa che pubblicando l'elenco dei creditori si vadano a recuperare i crediti? Qual è la filosofia? Io pubblicherei casomai l'elenco di chi ha concesso i crediti. La colpevolezza è all'inizio, nel caso in cui non ci fossero le garanzie. Possono esserci fatti gravi in cui l'inadempienza deriva da fattori imprevedibili.

Federico Pedini Amati (MDSI): Se da una parte l'articolo potrebbe essere comprensibile, dall'altro voglio ricordare una cosa: la stessa cosa venne fatta con i crediti monofase, ma questo non contribuì al recupero dei crediti. Pubblicare i nominativi non ha portato al recupero. Pubblicando una cosa del genere, eventuali investitori esteri verrebbero a investire a San Marino con più facilità o con più problemi? Questi dati dovrebbero essere nelle mani non dell'opinione pubblica ma dei controllori.

Segretario di Stato per le Finanze Eva Guidi (replica): L'articolo 12 è uno di quegli articoli a lungo dibattuti in sede di tavolo istituzionale. Sono d'accordo col consigliere Bronzetti quando dice che occorre individuare un criterio per gli importi detti rilevanti: ci si può ragionare. Vorrei precisare che al tavolo era stata fatta una specifica in modo tale che fosse ben chiaro che i crediti in sofferenza sono prima di tutti crediti definitivi. Io ritengo che si possa vedere se alcuni degli aspetti messi in luce durante il dibattito possano trovare una sistemazione in particolar modo per quanto riguarda gli aspetti giuridici.

Il Segretario di Stato chiede una sospensiva per valutare un eventuale riformulazione dell'articolo. Dopo alcuni minuti di confronto tra i capigruppo, l'esame dell'articolo 12 viene sospeso per due ore per consentire ulteriori approfondimenti: si procede con l'esame degli articoli successivi a partire dal numero 13.

 

Articolo 14 – Potenziamento dell'attività di controllo ed equità fiscale

 

Nicola Selva (Rf): Repubblica Futura ha sempre sostenuto l'attività di controllo e recupero fiscale. Oltre a fare giustizia, va nella direzione di una maggiore equità fiscale. Voteremo favorevolmente.

Denise Bronzetti (Ps): Nulla da obiettare in termini di equità. Tuttavia noi siamo contrari ad uno Stato di Polizia, a maggior ragione in un momento di difficoltà economica. Le regole devono essere chiare, ma questo non deve comportare per le attività un estenuante rapportarsi con le istituzioni di controllo come a volte succede in Stati di Polizia. Non è questo che serve alle nostre aziende. Equità fiscale sì, controlli a tappeto no.

 

Articolo 17 – Rivalutazione delle rendite catastali

 

Lorenzo Lonfernini (Rf): Il nostro gruppo ha fin da subito dichiarato la propria contrarietà. La prima motivazione risiede nel ritardo che l'ufficio catastale ha accumulato nella trascrizione delle verificazioni catastali. La seconda motivazione è di opportunità: si tratterebbe di una mini-patrimoniale o di una Imu in salsa sammarinese. La nostra priorità in questo momento è il non impoverimento del mercato immobiliare. In sede di dibattito è stata sollevata la nostra incoerenza. E' vero che nella scorsa legge di bilancio il Governo propose di introdurre una norma di questo tipo: il nostro gruppo si adoperò per impedire l'inserimento della norma, che di fatto non fu inserita.

Giuseppe Maria Morganti (SSD): Tutti i provvedimenti che riguardano le rendite catastali tardano molto ad essere formalizzati. Teniamo presente che questo provvedimento già suddivide l'intervento in tre tronconi precisi. Inoltre, alla luce degli incrementi delle rendite catastali già tutelati dalla legge, c'è stato un aggiornamento fino a 2mila euro. Tutti i patrimoni immobiliari finalizzati all'utilizzo rientrano normalmente alla quota esente. Non ci vedo nulla di scandaloso. Non si risolvono i problemi dello Stato, ma si può dare un segnale.

Stefano Canti (Pdcs): Sono rimasto sbalordito dalle motivazioni di Rf. Anzitutto non c'è alcun ritardo sulle verificazioni catastali. L'ufficio tecnico non ha una fotografia aggiornata dei fabbricati e dei terreni, perché più di 500 pratiche all'anno non si possono fare. Entro il 2020 verranno terminate. Il ritardo piuttosto è nella riforma del catasto, non applicata dallo stesso Michelotti. Rf non ha dato attuazione a un progetto di legge che ha portato avanti. La riforma degli estimi non è stata portata avanti.

Stefano Palmieri (Rf): Ancora non si è arrivati a completare le 4.500 pratiche che ricordava il consigliere Canti. Applicare la revisione di un dato non ancora certo somma confusione a confusione. Sarebbe dunque non equa la revisione delle imposte catastali.

Roberto Ciavatta (Rete): Considero questo un buon articolo. C'è un innalzamento dei valori catastali, ma dall'altro lato si aumenta notevolmente l'esenzione. Viene portata da 1.500 a 2mila. Chi viene colpito con questa rivalutazione? Chi ha o una villa da 500 metri o più di un appartamento. E' una cosa poco corretta? Non lo so. Siamo in una fase di crisi e credo che chi abbia proprietà immobiliari numerose possa permettersi di versare 10 euro in più. E' un intervento che tutela le fasce deboli.

Roberto Giorgetti (Rf): Credo non si sia compreso il punto. Faccio un esempio. Se uno ha una villa che però è accatastato come un casolare agricolo, c'è caso che continui a pagare poco, perché non sono stati fatti gli accertamenti. Rf è assolutamente a favore di una visione complessiva che vada nella direzione di una maggiore equità: non è che si vuole fare pagare di meno ai detentori di grande patrimonio immobiliare. Ribadisco dunque la nostra contrarietà.

Segretario di Stato per le Finanze Eva Guidi (replica): Già da anni è stato avviato un lavoro molto importante per l'allineamento catastale all'interno della nostra Repubblica. Obiettivo è quello di riuscire il prima possibile ad avere una situazione a catasto reale, corrispondente con la situazione nel territorio. Tutte le abitazioni per cui non è stato fatto un aggiornamento saranno chiamate a fare un conguaglio. Al tavolo lo abbiamo specificato più volte: i tecnici del catasto ci hanno detto che il lavoro di verificazione volge al termine ed entro il 2019 risulterà concluso. Nel 2020 saremo tutti quanti nelle stesse posizioni di equità e avremo tutti quanti i nostri immobili accatastati secondo le condizioni reali. Nel caso dovessero comunque rimanere indietro alcuni immobili per motivazioni varie, faccio presente che così come per le patrimoniali 2012 e 2018, anche in questo ci sarebbero stati dei conguagli per le rivalutazioni delle rendite catastali.

 

Articolo 21 – Disciplina fondi pensione

 

Pasquale Valentini (Pdcs): Non capisco perché l'articolo porta questa citazione 'a seguito del confronto sul tavolo istituzionale'. Tutto il bilancio è stato prodotto a seguito del confronto sul tavolo istituzionale.

 

Articolo 22 – Istituzione del tavolo di confronto quadripartito

 

Marco Gatti (Pdcs): Nella normalità un tavolo di questo tipo potrebbe essere addirittura controproducente. E' un dovere di qualsiasi Governo confrontarsi con forze sociali, economiche e anche con le altre forze politiche. E' un dovere, ma non un obbligo di legge. Non si può avere un tavolo dove sono tutti presenti e non c'è un responsabile. Abbiamo cercato di far capire questo aspetto ma non se n'è tenuto conto e quindi non possiamo essere favorevoli.

Roberto Ciavatta (Rete): C'è un problema di fondo alla base di questa formulazione. Noi avevamo fatto una proposta, che è stata accolta, cioè di individuare al momento dell'insediamento chi fa parte del tavolo: non è che ogni volta si può presentare una persona diversa. Ciò che è mancato è una regia, perché è difficile dare una regia in una fase in cui non c'è nulla di definito.

Teodoro Lonfernini (Pdcs): Devo constatare con rammarico che, in merito al lavoro del tavolo istituzionale, non abbiamo avuto la possibilità di presentare emendamenti al testo. Dall'altra parte ci siamo ritrovati con i sindacati che chiedevano l'introduzione del concetto di quadripartito. Voteremo contrari a questo articolo perché non ci troviamo d'accordo sull'obbligo di legge. Ma non siamo contrari ad un concetto di condivisione in termini di lavoro. Abbiamo vissuto anni di contrapposizione che non hanno portato nulla. Siamo convinti che il lavoro di condivisione deve andare avanti ma non attraverso un articolo preciso di una legge di bilancio.

Pasquale Valentini (Pdcs): Ha senso che maggioranza e minoranza debbano trovarsi a dibattere con altre forze economiche e sociali che hanno un ruolo consultivo? E' la modalità di quel confronto che non può essere istituzionalizzata. Una cosa è il Governo, l'altra il Parlamento. Ci confrontiamo con l'esterno ma non ci confrontiamo con gli uffici della pubblica amministrazione che sono chiamati a darci i dati su cui costruire il bilancio. Il problema è che si vanno a minare le basi del confronto democratico.

Roberto Giorgetti (Rf): Si giocano dei concetti molto importanti. Allora qual è il risultato finale di questa questione che abbiamo costruito con il tavolo istituzionale? Un bilancio che ha mancato tutti gli obiettivi. La parte politica che ha promosso la costruzione di questo progetto oggi non è in Aula: forse è presente un consigliere su dieci. Evidentemente nella prossima legislatura dovremo fare quantomeno un'azione di recupero di buonsenso e lucidità, cose che sono venute a mancare in questo finale di legislatura.

Denise Bronzetti (Ps): Il funzionamento delle istituzioni è importante e deve avere la valenza centrale che ha all'interno di una democrazia. Credo valga davvero la pena parlarne e fare una riflessione. Il potere esecutivo fa il potere esecutivo, lo stesso vale per il potere legislativo. Dobbiamo rispettare i ruoli che l'ordinamento dello Stato attribuisce: io credo che siamo passati un po' di là. Non può nascere un Governo che sia in qualche modo commissariato. Si è arrivati al tavolo con confronti farsa dove non era possibile modificare le proposte. Tutti attorno ad un tavolo con eguali responsabilità: ciò non è possibile in democrazia.

Dalibor Riccardi (Gruppo Misto): Questo è l'articolo che vorrebbe sancire ciò che è stato fatto con il tavolo istituzionale. Ci rendiamo conto del momento in cui si trova il Paese e della necessità di trovare delle risposte? Ci rendiamo che le riforme da fare nella prossima legislatura sono importanti? Ci rendiamo conto che dovremo chiedere dei sacrifici ai nostri cittadini? Bisogna iniziare a dire le cose come stanno. Questo articolo qui cosa vorrebbe cercare di fare? Stipulare un patto di fiducia bipartisan. Associazioni di categoria e sindacati si sono stufati di essere presi in giro. Vorrebbero avere una capacità di dialogo per non arrivare con proposte blindate. Se si vuole continuare ad operare nelle stanze chiuse, allora si voti contro questo articolo.

Matteo Ciacci (Civico 10): Riteniamo importante l'articolo. Abbiamo messo in campo nel finale di legislatura un metodo diverso di gestire le cose. Le difficoltà del Paese vanno affrontate con una forte consapevolezza e con lavoro di squadra. Il metodo di approccio dovrà essere quello di responsabilizzazione di tutte le forze, politiche, economiche e sociali. E' ovvio che il Governo compie le scelte e qualsiasi Governo è legittimato nel compiere delle scelte, però è il metodo che noi vogliamo rivendicare, introducendolo anche a livello normativo.

Giuseppe Maria Morganti (SSD): Il tavolo quadripartito non vuole sostituirsi al Governo. Esso deve servire a confrontarsi sulla genesi delle proposte. Se una proposta cresce nella consapevolezza di tutti, è molto più facile trovare la condivisione. Non si sovrappone a nessun organo istituzionale, ma mette in campo un metodo per una condivisione ampia delle cose che dovrà fare il prossimo Governo. Mettiamoci una mano sulla coscienza. L'articolo 22 parla espressamente di confronto, istituzionalizza una possibilità e una necessità oggettiva di arrivare nella definizione di scelte condivise dal Paese. Chi fa ragionamenti diversi non ha la consapevolezza di questa imminenza.

Iro Belluzzi (Psd): Questo articolo dice tutto e non dice niente. Mi pare sia solo uno strumento per rallentare le scelte ed i percorsi. Si dà per scontato che l'elaborazione di percorsi importanti avviene soltanto attraverso il confronto con le parti attoriali. Il confronto dovrebbe essere connaturato ad una realtà come quella sammarinese. Arriviamo da una stagione politica in cui non c'è stato confronto su nulla. Non pensiamo che la politica sia sempre uguale a quella espressa da Adesso.sm. Invece di creare altre sedi che vanno a rallentare, chiedo a chi si occuperà del Governo che l'approccio sia quello del confronto, ma all'interno delle Segreterie e all'interno del Consiglio, senza rallentamenti che possono danneggiare il Paese.

Jader Tosi (Civico 10): Ci troviamo in una situazione tutt'altro che normale. Un tavolo istituzionale sarebbe una cosa buona per parlare al di fuori di questi microfoni. Ci sarà una maggioranza che dovrà portare delle decisioni, ma sarebbe opportuno fare del confronto in una maniera già vista, come è avvenuto recentemente. Soluzioni condivise non possono arrivare solamente da una maggioranza, non nella particolare situazione che stiamo vivendo.

Marina Lazzarini (SSd): Mi sembra strano che ci siano tutti questi problemi. Questo articolo istituisce un tavolo di confronto con un obiettivo preciso per individuare interventi di incremento delle entrate dello Stato e quindi riduzione del debito dello Stato. Alle forze sociali era stato chiesto di dare un contributo su questi temi. Le forze sociali chiedono di continuare a poter dare il contributo. Non mi pare ci sia un abbassamento della politica, anzi, piuttosto un innalzamento. Io penso che questo articolo sia importantissimo perché è una prosecuzione e un completamento di quella che è stato fatto. Tutto torna.

Oscar Mina (Pdcs): Inserire in un progetto di bilancio questo tavolo è una cosa che non capisco. Non siamo contrari al confronto, anche perché ci sono materie che richiedono un confronto allargato. Va difeso il rispetto dei ruoli nell'ambito di questo consesso.

Federico Pedini Amati (MDSI): Noi non possiamo affermare per legge l'istituzione di un tavolo del genere. Il problema vero è che la partita non è seria nel non fare questo confronto. Così sarebbe conclamare ancora di più il fallimento della politica: è insito nell'azione stessa della politica il fatto di confrontarsi. Come si fa a fare una legge previdenziale senza confronto con le parti sociali?

Alessandro Mancini (Ps): La nostra forza politica ha avuto un ruolo importante nel promuovere il confronto e siamo fieri di avere fatto questa azione. Mi riferisco in particola modo alla legge 102 sulla risoluzione della crisi bancaria. Ci sono degli equilibri che devono essere rispettati. Dopo l'8 di dicembre ci saranno maggioranza e Governo che avrà il diritto e il dovere di governare. Lo dovrà fare con le forze e i programmi che ha scritto.

Segretario di Stato per le Finanze Eva Guidi (replica): Vorrei ripercorrere le tappe che ci hanno portato a questa stesura. Tutti attorno al tavolo istituzionale hanno detto: è molto difficile fare dei tagli alla spesa pubblica. L'elencazione dei provvedimenti è già stata fatta. Ora bisogna trovare la forza di applicare quei provvedimenti. Non significa che la politica deve abdicare al proprio ruolo. L'oggetto è molto circoscritto: mettere in sicurezza i conti pubblici. Non viene ribaltato nulla, ma solo aperto un confronto, perché insieme si possa trovare la forza di attuare quei provvedimenti che in passato non sono mai stati attuati. E' un tavolo di confronto permanente per mettere in sicurezza i conti pubblici in un momento molto delicato.

 

Articolo 21 – Disciplina fondi pensione

 

Segretario di Stato alle Finanze Eva Guidi: Per quello che concerne l'articolo 12, sarebbero opportune delle verifiche più approfondite soprattutto per il regolamento europeo in materia di privacy. Si potrebbe rimandare l'intervento alla legge sui crediti non performing che il Governo dovrà procedere a fare. Per questo credo sia necessario ritirare l'articolo.

 

Articolo 31 – Bilancio di previsione ISS

 

Lorenzo Lonfernini (Rf): Sono già alcuni anni che il collegio sindacale non esprime giudizi sul bilancio dell'ISS. Votiamo per senso di responsabilità questo articolo, ma la politica non può girarsi dall'altra parte. Segnaliamo questo problema.

 

Dichiarazioni di voto

 

Giuseppe Maria Morganti (Ssd): Doveroso prendere la parola in questo frangente. Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato alla stesura del provvedimento, per carità non esaustivo, ma necessario per il Paese in questo momento, anche per il metodo che ha portato alla sua elaborazione. Un metodo che parte dalla formulazione delle scelte su base innovative e assolutamente fondamentali per affrontare sfide decisive come quelle che abbiamo di fronte. Ringrazio il mio gruppo consiliare, quello di Ssd, per il sostegno al provvedimento.

Roberto Giorgetti (Rf): Repubblica Futura ha più volte rimarcato un problema di fondo: questo percorso è partito volendo mettere tutti sullo stesso piano e nelle stesse condizioni. Lo scioglimento del Governo è stata la condizione fondamentale per convocare il tavolo che aveva il compito di mettere in sicurezza le risorse dello Stato e del sistema bancario e l'avvio di riforme strutturali. Di tutto questo nel bilancio non c'è nulla. Abbiamo un bilancio che ha un deficit consistente. Poteva essere fatto in maniera più incisiva. Il tavolo istituzionale è stato posto come elemento di svolta epocale nel metodo. Ebbene, si è vista una spaccatura netta del Consiglio, con valutazioni opposte sul tema del confronto: come è stato postulato, non viene appoggiato nemmeno da coloro che avevano sostenuto l'avvio del percorso. Ciò non vuol dire che non ci dovrà essere una estrema disponibilità al confronto, che non può essere disgiunto dalla responsabilità: noi non ci sottrarremo. Quindi noi esprimeremo un voto di astensione.

Matteo Ciacci (C10): Questo percorso ha reso consapevole il Paese di varie situazioni economico – finanziarie, fornendo input importanti anche alla politica. Ringraziamo la Segreteria alle Finanze per il lavoro svolto in questi mesi e le forze politiche, sociali ed economiche che hanno mostrato moderazione e rispetto del lavoro svolto. Crediamo che questo tipo di atteggiamento debba essere portato avanti nelle scelte strategiche a prescindere da qualsiasi Governo.

 

Fixing online

 

speciale 70 anni ANIS 1


Clicca sull'immagine per leggerlo online