ANIS: "Il Bilancio dello Stato è una priorità, come il sistema bancario ad esso collegato”
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Venerdì 22 Febbraio 2019

 

SAN MARINO - ANIS ha ben chiaro il proprio ruolo e la responsabilità che esso comporta, quale parte economica del Paese, per questo riteniamo opportuno, anzi doveroso avanzare proposte e critiche sui temi più importanti che investono il nostro Paese. Ci rivolgiamo alla politica, ma questo non significa avere l'ambizione di sostituirsi a chi, invece, ha l'onore e l'onere di prendere decisioni che riguardano tutti, imprese e cittadini soprattutto. Da tempo sollecitiamo Governo, maggioranza e minoranza a individuare e condividere le priorità su cui intervenire. Una di queste è senza dubbio il bilancio dello Stato, insieme al sistema bancario a cui oggi è strettamente legato.

Un bilancio dello Stato in sicurezza è un fattore di stabilità fondamentale per generare e attirare economia sana. È sempre stato un vanto per il nostro sistema avere un indebitamento pari a zero per quanto riguarda la parte pubblica e un accesso al credito abbastanza semplice per quanto riguarda la parte privata. Oggi purtroppo questi due elementi si sono trasformati in problemi che minano la fiducia di cittadini e investitori, rispettivamente nello Stato e nelle banche sammarinesi, rendendo complicata qualsiasi operazione di attrazione di imprese e capitali. Per questo motivo rappresentano una priorità, a maggior ragione quando le due cose, come sta accadendo per Cassa di Risparmio, sono sempre più collegate tra di loro.

Per entrambe - bilancio statale e sistema bancario - occorre agire con la massima urgenza e determinazione, senza vincolarsi al consenso. Se un'azienda va male, bisogna ristrutturarla: ridurre le spese e con queste risorse investire per tornare a essere competitivi in futuro. È ciò che negli anni della crisi hanno fatto moltissime imprese private di San Marino, con riduzioni di personale che hanno coinvolto oltre 2.000 lavoratori: è lo stesso settore che oggi sta trainando la ripresa con nuove assunzioni e investimenti. Non lo hanno fatto, non lo stanno facendo, lo Stato e le banche.

Per quanto riguarda lo Stato, da tempo abbiamo chiesto di riaprire il tavolo della spending review, di cui infatti non si vedono ancora gli effetti nonostante gli impegni assunti dal Governo: è indispensabile coordinare e condividere questi interventi; ragionare sul contratto dei dipendenti pubblici puntando su una maggiore efficienza, il merito, la responsabilità e una ottimizzazione dei costi; e valutando anche la dismissione ed esternalizzazione di quei servizi non strategici per lo Stato. Spending review non significa solo tagli ma anche ottimizzazione delle risorse e nuove forme di equilibrio tra entrate e uscite. Un esempio in tal senso è la sanità che, come tutto il welfare state sammarinese, ha rappresentato un'eccellenza che non vorremmo perdere. Il bilancio dell'ISS però è obiettivamente insostenibile, a meno che non si accetti di indebolire il sistema sanitario. In questo senso, anche alla luce dell'introduzione dell'ICEE, è opportuno valutare un sistema di pagamento equo delle prestazioni erogate.

Per le banche, allo stesso modo, occorre urgentemente un piano strategico per mettere in sicurezza il sistema attraverso una adeguata gestione degli NPL, con particolare riguardo a quelli immobiliari, e piani industriali che prevedano adeguati processi di riorganizzazione. Le banche sono imprese e come tali devono perseguire obiettivi di redditività. Al contempo il Governo dovrà aggiornare le leggi e siglare gli accordi internazionali per favorirne il rilancio, mentre lo Stato, e quindi anche Banca Centrale, deve assistere tale sforzo di riorganizzazione. Restando immobili si rischia di trascinare le banche stesse e tutto il Paese in una situazione drammatica.

Purtroppo sia per il bilancio dello Stato che per le banche, non sono stati presentati piani condivisibili, né tantomeno obiettivi chiari e reali. Di fronte a un piano credibile e sostenibile da costruire insieme, tutti farebbero la propria parte evitando tensioni. Ma così senza prospettiva non è possibile, né per la nostra Associazione né immaginiamo per le altre parti sociali, accettare i sacrifici a cui invece si chiede di sottostare.

Ci teniamo a ribadire che i nostri appelli, ormai quotidiani, si riferiscono espressamente alla necessità di una guida politica capace di ascolto e di sintesi che, con chiarezza delle priorità, sappia attuare le soluzioni. E con altrettanta lungimiranza, sappia costruire un futuro per il Paese.

 

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