ANIS: “Aprire subito un tavolo strategico per rilanciare l’edilizia”
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Martedì 19 Febbraio 2019

 

SAN MARINO - L'Edilizia è per sua stessa natura un volano per tutta l'economia, sia che si tratti di iniziative private o di opere pubbliche. Per questo motivo è urgente aprire un tavolo strategico specifico su questo settore, per rilanciarlo dopo tanti anni di sofferenza. I dati statistici sono impietosi, con una perdita costante di imprese e soprattutto di personale occupato. Purtroppo ben poco si è fatto in questi anni per invertire la tendenza.

Nel primo caso, l'edilizia privata quindi, occorre velocizzare l'ammodernamento degli strumenti urbanistici e la riforma delle normative riguardanti l'immobiliare, anche in funzione di aprire il mercato verso l'esterno. Ribadiamo a tal proposito la nostra perplessità sugli ultimi interventi del Governo sulle norme: seppure alcune situazioni di irregolarità devono essere corrette, non si può intervenire anche dove le abitabilità concesse da uffici pubblici corrispondevano già all'opera. Questa volontà, unita al solito metodo di "confronto" portato avanti dal Governo ha creato di fatto un danno al sistema, non un miglioramento, come già hanno evidenziato gli Ordini professionali. Crediamo che un confronto più approfondito possa evitare questi errori, per questo rilanciamo con forza l'idea di un tavolo per l'Edilizia, per comprenderne problematiche e individuare le soluzioni condivise più opportune. Il nuovo PRG è in questo senso un'opportunità per tutti, per questo andrebbe discusso, ovviamente per la parte di competenza, all'interno di un tavolo specifico con chi opera nel settore dell'Edilizia. Inoltre, anche alla luce delle rinnovate esigenze espresse dal settore bancario, oggi legato al mondo immobiliare a doppio filo, è evidente l'urgenza di rivedere normative e procedure per rendere non solo appetibile ma anche più veloce il mercato interno.

Nel secondo caso, le opere pubbliche, alla crisi economica e alla burocrazia limitante del settore privato fa da specchio la mancanza di risorse per gli investimenti. Anche per questo, di fronte alla necessità di ottimizzare le spese, crediamo sia fondamentale che le opere che si andranno a finanziare siano effettivamente delle priorità per San Marino. Ma affinché abbiano il duplice effetto di ammodernare il Paese e fungere da vero volano per l'economia (imprese costruttrici, artigiane, installatori e professionisti), devono essere ben chiare le "regole del gioco", soprattutto se come è giusto che sia, si vuole mantenere aperta la porta anche alle imprese italiane e straniere in generale. Siamo assolutamente contrari a forme di protezionismo che isolino San Marino, preferendo una sana competizione tra le imprese: ma questa competizione deve giocarsi "ad armi pari", con regole chiare e controlli puntuali sul rispetto delle stesse, anche con incrocio di dati tra i diversi Uffici statali. Inoltre, nel solco di una riforma complessiva degli appalti pubblici non più rinviabile, occorre aggiornare il concetto stesso di offerta economica, addivenendo ad una valutazione reale della "convenienza" di tale offerta, che comprenda quindi anche i livelli di occupazione, il gettito fiscale, la monofase e tutto il resto. Non si tratta di privilegiare le imprese sammarinesi, ma di evidenziare che il risparmio di qualche punto percentuale nel costo di un appalto non sempre si traduce in un risparmio per il sistema. Su queste evidenze, riteniamo opportuno un confronto tra istituzioni e imprese, al fine di ridisegnare il quadro normativo al fine di renderlo più efficace e trasparente.

 

ANIS

 

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