Tassa etnica: il governo sammarinese verso il dietrofront
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Giovedì 18 Ottobre 2018

 

Tassa etnica: governo sammarinese verso il dietrofront. E' quanto è emerso dall''incontro di martedì tra il CSIR e l'Ambasciatore d'Italia Guido Cerboni. "In un clima di grande cordialità e condivisione - afferma l'Ufficio di Presidenza dell'organismo sindacale che riunisce CSdL e CDLS di San Marino e CGIL-CISL-UIL dell'Emilia Romagna e Marche - il diplomatico italiano ha mostrato grande attenzione alle questioni che gli abbiamo sottoposto, a partire dall'ipotesi di cancellazione di una serie di deduzioni fiscali riguardanti i lavoratori frontalieri, fino alla preclusione di alcuni diritti riconosciuti in base alla residenza, come i permessi per famigliari portatori di handicap, e dato prova di approfondita conoscenza di tutte le problematiche inerenti il fenomeno del frontalierato".

Per quanto riguarda la riproposizione della tassa etnica, il Consiglio Sindacale Interregionale sottolinea che "l'Ambasciatore ha affermato di avere ricevuto rassicurazioni, circa il suo ritiro, dal governo sammarinese".

Durante l'incontro, il dottor Cerboni ha inoltre confermato "l'impegno del governo italiano ad accompagnare la Repubblica di San Marino nel percorso intrapreso con l'Unione Europea per la definizione di un accordo di associazione, così come l'avvio dei negoziati per l'aggiornamento degli accordi bilaterali tra i due paesi, denotano la presenza di un clima collaborativo utile ad affrontare problematiche storiche".

In conclusione, l'Ambasciatore ha assunto, in piena sintonia con quanto contenuto nel documento programmatico del CSIR, l'impegno di sollecitare il governo italiano a riprendere i lavori avviati dal tavolo interministeriale per giungere alla realizzazione di una legge sui lavoratori frontalieri relativamente alle aree di intervento già definite: fiscalità, sicurezza sociale e legislazione del lavoro".

 

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