“Affermazioni che non corrispondono al vero e fortemente lesive dell’immagine del Titano”
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Mercoledì 21 Marzo 2018

 

Federico Fubini, dalle pagine del Corriere della Sera, descrive San Marino come una realtà "particolare" inserita nel "cuore dell'euro e dell'unione doganale europea, ma senza essere soggetto a nessuno dei vincoli di controllo e trasparenza dell'Italia o della Germania", e per questo attirerebbe "sempre più offerte da parte di discutibili investitori internazionali, pronti a salvare le sue banche in dissesto".

Ci sentiamo in dovere di rispondere a queste affermazioni fortemente lesive dell'immagine del nostro Paese, che da anni ha intrapreso un percorso di trasparenza che ha investito diversi settori, a cominciare da quello finanziario.

Il primo, grave errore – o strumentalizzazione – riscontrabile nell'analisi di Fubini risiede nella categorizzazione piazzata a centro pagina, che inserisce San Marino nelle "piazze offshore". San Marino non è più considerato un Paese offshore già da tempo, non rientrando più in alcuna black list fiscale, neppure in quella italiana che tanti danni ha creato al nostro Paese. E questo Fubini lo sa.

Ma l'attento giornalista del Corriere della Sera dovrebbe sapere altrettanto bene che anche l'affermazione che San Marino sarebbe privo di vincoli di controllo e trasparenza, non è corretta. Anzi, si potrebbe facilmente dimostrare il contrario. Lo sanno bene le nostre banche e le aziende che lavorano a San Marino o con San Marino: oggi operare a livello finanziario sul Titano è addirittura più complicato rispetto all'Italia, proprio perché esistono norme anti riciclaggio più rigide di quelle italiane.

Un'altra incongruenza presente nell'articolo di Federico Fubini è che si accusa San Marino di attirare – a causa dei presupposti precedenti, errati – capitali in nero, partendo dall'interessamento di Mohamed Ali Ismail Turki all'acquisizione di Banca CIS. Salvo poi specificare che "nulla suggerisce che il suo denaro sia di origine illecita e il suo nome non è legato a scandali".

Insomma, nell'articolo in questione si lanciano con una certa facilità accuse fortemente lesive dell'immagine della Repubblica, a fronte di elementi inesistenti.

E' evidente come affermazioni come queste, oppure come quelle pubblicate sempre dal Corriere per mano di Fubini pochi giorni fa, provenienti dalla bocca dell'ex DG di BCSM Lorenzo Savorelli, cacciato da BCSM su mandato del CCR con una serie di motivazioni pubbliche e difficilmente contestabili, richiedano una risposta forte da parte di tutto il Paese.

Il Governo della Repubblica di San Marino e la sua maggioranza sono fortemente impegnate nell'opera di ascolto e condivisione delle proprie scelte per uscire dalla crisi con le istituzioni internazionali, tenendo sempre conto della sostenibilità sociale degli interventi.

Non corrisponde al vero l'affermazione che il Governo di San Marino non riconosca i problemi. A smentirla vi è proprio la recente relazione del Fondo Monetario Internazionale, che "riconosce gli sforzi compiuti dal Governo per evidenziare le problematiche del Paese, che segnano un importante punto di svolta e di discontinuità con il passato".

Ed è proprio sulle riforme suggerite dagli esperti del FMI che ci stiamo concentrando.

 

Adesso.sm

 

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