ANIS: “Fare sistema, ma nessuna operazione può essere fatta al buio”
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Martedì 05 Settembre 2017

 

Premesso che l'Associazione Nazionale Industria San Marino, al pari delle altre parti sociali e delle forze politiche, siede con un proprio rappresentante nel Consiglio per la Previdenza che gestisce i relativi fondi pensione, rimaniamo stupiti e amareggiati dalle dichiarazioni del Coordinatore in merito all'incontro con il Governo. Non è mai accaduto che un comunicato del Consiglio di Previdenza venisse divulgato senza la preventiva discussione e condivisione da parte di tutti i membri, motivo per cui riteniamo questo episodio molto grave: ci dissociamo dalle dichiarazioni del Coordinatore e pretendiamo che venga specificato che esse sono riferite ad una sua posizione personale e non dell'intero Consiglio. Anche perché, vale la pena ricordare, tale consesso ha carattere esclusivamente tecnico, mentre nel comunicato stampa diramato ieri sono esplicitate valutazioni di carattere politico, che sono e devono restare fuori da tale contesto.

Proprio perché organismo tecnico, invece, sono altre le preoccupazioni che ANIS intende mettere in luce. In coerenza con la sua storia, la nostra Associazione e le imprese associate sono disponibili a dare il proprio contributo, nell'ottica di quel "fare sistema" da tempo auspicato. Ma non accettiamo accordi al buio o promesse vaghe: pretendiamo di conoscere modalità, tempi e soprattutto obiettivi prima di valutare qualsiasi intervento, che si tratti di un contributo o di un sacrificio.

Nello specifico, come era prevedibile, il Governo ha chiesto al Consiglio di Previdenza di acquistare titoli di debito dello Stato, per un valore di 150 milioni di euro, con le risorse dei Fondi Pensione, che ammontano a circa 450 milioni di euro. Una riserva tecnica che, al contrario di molti Paesi, ci permette e ci permetterà di sostenere il sistema previdenziale ancora per alcuni anni. Già da alcuni esercizi, infatti, si attinge a tale fondo per pagare le pensioni, in quanto i contributi versati non sono sufficienti: per questo motivo va quindi evidenziato il ritardo con cui si sta procedendo ad una riforma complessiva della previdenza sammarinese. Vogliamo sapere perché servono questi soldi, dove e come verranno utilizzati e quando verranno restituiti, stante l'esigenza statutaria di garantire una remunerazione a queste operazioni e visto che tra pochi anni serviranno per pagare le pensioni.

Vincolare questo patrimonio senza le dovute garanzie e, soprattutto, senza conoscere i termini dell'operazione che si cela dietro, non è una scelta oculata. Ma non basta, occorre conoscere il piano complessivo di ristrutturazione del sistema finanziario e quante altre risorse serviranno per completarlo. Allo stesso modo è indispensabile condividere un piano strategico per l'intero sistema economico, definendo quali sono gli obiettivi del Governo e quindi quale sarà la San Marino del futuro.

Il Governo è tenuto quindi a spiegare, preventivamente, come stiano realmente le cose, come abbiamo sempre chiesto e, di fronte all'esigenza di reperire risorse per volumi così ingenti, anche chiarire come intende ripianare tali debiti che, facendo un sommario conteggio, si aggirano su decine di milioni di euro all'anno. E' logico e, vista la richiesta di "fare sistema", anche dovuto, sapere subito quale strada si vuole perseguire, indicando come e dove saranno reperite le risorse finanziarie dal bilancio dello Stato per ripianare tutti i debiti contratti negli ultimi mesi. Quale sarà il costo finale per ogni Sammarinese?

 

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