ANIS, Bilancio e Riforme: “Pretendiamo un confronto vero senza modifiche dell’ultimo minuto”
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Giovedì 03 Agosto 2017

 

SAN MARINO - "Abbiamo sempre sostenuto, da anni e in anticipo rispetto a qualsiasi programma elettorale, che il futuro di San Marino dipende dalle riforme strutturali in grado di rendere sostenibile il Bilancio dello Stato e favorire al contempo uno sviluppo basato sull'economia reale. Riforme e interventi che sappiamo potranno essere anche impopolari, ma che se non messi in campo causerebbero un'ingiustizia ancora maggiore nei confronti delle future generazioni. Motivo per cui è assolutamente necessario che questi siano condivisi da tutte le parti sociali. Cosa che finora è mancata, come accaduto anche l'altro ieri, nel momento in cui il Governo ha deciso di inserire nella legge di assestamento di bilancio la previsione di aumentare a dismisura il debito pubblico. Una modifica sostanziale avvenuta proprio all'ultimo minuto, per essere presentata direttamente in seconda lettura senza alcun confronto, ma solo con una comunicazione delle ore 17 per una presa d'atto. E' una mancanza di rispetto che mai nessun Governo aveva avuto nei confronti delle parti sociali. Purtroppo non è la prima volta che succede e la sensazione è che questa sia una strategia ben studiata, basata su un confronto di facciata che, seppur frequente, non genera i miglioramenti attesi. O peggio viene svilito da modifiche e cambi di rotta a posteriori, come accaduto anche in questi giorni. In particolare fa riflettere la presentazione di un nuovo decreto banche in contraddizione con quanto annunciato fino al giorno prima dal Governo in accordo con la CSU. Come associazione datoriale abbiamo fin da subito rilevato che tale impegno, concordato solo con una parte e non con tutte quelle coinvolte, non aveva alcun valore. E infatti il Governo l'ha tranquillamente superato. Il problema, però, non è solo della CSU, ma è di tutti: è l'ennesima prova di come l'Esecutivo intende portare avanti il confronto con le parti sociali, di come usa in modo improprio la parola condivisione e di quanto poco sono rispettate quelle associazioni che, con senso di responsabilità, continuano ad avanzare proposte e idee e che, soprattutto, cercano di fare sistema, consapevoli del momento di difficoltà che si sta attraversando. Il Governo cambi questo metodo e apra un vero tavolo di confronto, come annunciato questa mattina alla stampa, al quale far sedere tutti e dal quale escano accordi programmatici reali e vincolanti per tutti. Oppure il Governo dica, in modo chiaro, che ha già tutte le risposte ai problemi del Paese e che non ha bisogno di confrontarsi con nessuno. Almeno giustificherebbe il proprio comportamento".

 

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