ANIS replica al Segretario Industria: “Tono inappropriato e ricostruzioni non corrette”
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Martedì 25 Luglio 2017

 

SAN MARINO - Prendiamo atto del tono inappropriato e delle non corrette ricostruzioni del Segretario all'Industria contenute nell'ultimo comunicato inviato alla stampa. Sarebbe stato meglio per tutti fermarsi alla lettera che aveva inviato lui stesso poco prima alla nostra associazione, dove esprimeva rammarico per la nostra decisione di non proseguire il confronto sulla legge sviluppo, lasciando intendere la volontà di ricucire lo strappo. Purtroppo rileviamo che in pubblico continua a tenere un altro atteggiamento poco rispettoso e poco costruttivo.

Senza scopo polemico è doveroso da parte nostra precisare quanto segue.

Riguardo alla partecipazione delle aziende associate ANIS alla manifestazione di martedì: a fronte di una forte preoccupazione da parte di molti associati, soprattutto rispetto alla "Legge sviluppo", l'adesione è stata deliberata dal Consiglio Direttivo, che ha specificato di estendere l'invito anche a tutti i collaboratori. E' quindi utile chiarire ancora una volta come questa non sia stata l'iniziativa di un singolo imprenditore, fatto del quale il Segretario Zafferani era a conoscenza.

Riguardo al metodo ribadiamo che è anomalo iniziare il confronto dopo aver già portato in prima lettura il progetto di legge. Questo errore iniziale ha portato a modificare più volte il testo, aggiungendo interventi che hanno stravolto completamente il progetto di legge che verrà portato in Commissione, senza l'adeguata sintesi e la necessaria condivisione. Con aggiunte anche di portata epocale come la stabilizzazione dei lavoratori frontalieri dopo 18 mesi, senza confronto e senza tener conto degli accordi già vigenti, che l'avrebbero prevista dopo 48 mesi.

Ribadiamo di nuovo con forza che le posizioni e le argomentazioni di ANIS sono frutto del confronto con i soci e che comunque sono già state esplicitate in più occasioni, non ultima la recente Assemblea Generale, motivo per cui rispediamo al mittente l'accusa di essere pretestuosi.

Prima di affrontare in dettaglio i singoli aspetti del disegno di legge, occorre specificare che per le imprese la parola "semplificazione" ha un significato ben preciso: velocizzare l'assunzione permettendo alle imprese di accedere direttamente alle liste, come richiesto da sempre da ANIS e come già previsto dalle normative del 2011 e già in fase di attuazione, permetterebbe di semplificare l'operatività. Per il Segretario Zafferani, invece, "semplicità e chiarezza" si otterrebbero attraverso maggiori oneri a carico delle imprese, come l'assurda preventiva comunicazione delle eventuali modifiche dell'orario di lavoro di ciascun lavoratore, pena l'applicazione di una pesante sanzione.

Proprio riguardo all'assunzione dei lavoratori frontalieri la nostra richiesta era ed è quella di accorciare i tempi e migliorare le procedure, anche affidando a più collocatori la funzione autorizzativa. Al contrario il progetto di legge sviluppo ha introdotto un aumento del costo del lavoro certo a fronte di un ipotetico doppio binario. A tal proposito sottolineiamo che, come in tanti altri casi, ANIS ha evidenziato la non opportunità di aumentare il costo del lavoro rimarcando, numeri alla mano, come già oggi questo sia più alto rispetto all'Italia. Il Segretario, che oggi afferma di essere partito da "dati puntuali", ha dichiarato in uno dei primi incontri di non avere a disposizione l'analisi del costo del lavoro.

Solo la rimozione di questo nuovo onere vale, a nostro avviso, ben più dell'ancora una volta sbandierato 80% delle proposte ANIS che il Segretario dice di aver accolto. Fermo restando che non capiamo come sia stato misurato questo 80%, la realtà è che nella maggior parte dei casi si tratta di correzioni e modifiche non sostanziali, mentre le principali richieste di ANIS sono rimaste inascoltate: non c'è lo spostamento di alcune festività alla prima domenica (con beneficio per il PIL e per il Bilancio dello Stato), non c'è il lavoro interinale, non c'è l'estensione del lavoro occasionale all'industria, non c'è la rimodulazione dell'indennità economica speciale. In definitiva è un provvedimento che non va nella direzione di favorire lo sviluppo delle imprese, che ci onoriamo di rappresentare e tutelare da oltre 70 anni e che non possiamo accettare venga messo in dubbio da chi istituzionalmente dovrebbe confrontarsi con noi.

 

ANIS