Consiglio Grande e Generale: in Aula anche la questione “Targhe”
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Lunedì 17 Febbraio 2020

 

SAN MARINO - La seduta del Consiglio Grande e Generale di lunedì 17 febbraio si apre con il ricordo di Natalina Frisoni, madre del consigliere Pasquale Valentini. Gli Ecc. Capitani Reggenti rammentano il "suo forte attaccamento alla Repubblica e ai suoi valori fondanti". Quindi viene data lettura dell'ordine del giorno, presentato dalla Commissione Consiliare Permanente Affari Esteri, con il quale si impegna il Governo a portare ad approvazione un provvedimento per consentire ai componenti della Commissione stessa di prendere visione degli atti relativi a coloro che richiedono la residenza elettiva.

Diversi i temi che vengono affrontanti nel corso del Comma Comunicazioni. Tra questi vi è la realizzazione della nuova rotatoria di Murata, con Matteo Ciacci (Libera) si dice preoccupato dal rallentamento dei lavori e chiede chiarimenti al Segretario Stefano Canti su alcune dichiarazioni apparse sul stampa relative al proseguimento del cantiere. "Non possiamo bloccare il progetto con un colpo di spugna" afferma Ciacci. Anche perché potrebbero esserci "dei danni da riconoscere alla ditta privata". "Non ho mai detto che il progetto della rotatoria di Murata deve essere bloccato" è la risposta del Segretario di Stato Canti. "Il direttore dell'AASS – spiega – mi ha riferito che l'appalto complessivo della costruzione della rotatoria di Murata doveva essere completato in 147 giorni lavorativi: ad oggi sono passati 180 giorni e abbiamo solo il muro. Mi è stato spiegato che c'è stata una problematica sui tiranti, per la quale è stato subappaltato il lavoro ad una ditta italiana. Su questo ho espresso delle perplessità". Spetta ora al Congresso di Stato decidere se concedere o meno ulteriori 180 giorno per portare a termine l'intervento. "Con quale forza si può negare a un'impresa di proseguire i lavori? Il fatto che un'azienda italiana possa vincere non è uno scandalo, fa parte della libera competizione" è la posizione di Vladimiro Selva (Libera).

"Non ci meritiamo – afferma Nicola Renzi (Rf) – di avere al Consiglio d'Europa due membri effettivi nominati dalla maggioranza. Non vogliamo far fare nessun tipo di figura al Paese scrivendo al Consiglio ma chiediamo che l'aula possa riflettere su questa questione". In Aula si torna quindi a parlare della questione targhe. "Gli emendamenti presentati sul decreto milleproroghe sono stati dichiarati inammissibili all'esame delle commissioni – spiega il Segretario di Stato Elena Tonnini -. Questo non toglie che c'è una ulteriore opportunità di poter intervenire. Come Governo non resteremo in attesa ma vedremo se riusciremo a trovare una serie di soluzioni tampone". "Con la bocciatura degli emendamenti del decreto sicurezza nessuna colpa può essere attribuita al vecchio Governo, accusato più volte di non fare abbastanza per risolvere la questione targhe" ricorda Maria Katia Savoretti (Rf). Per Gian Matteo Zeppa (Rete) si tratta di "un problema politico". "Non eravate forse voi – incalza Michele Muratori (Libera) - quelli che avrebbero risolto la questione targhe in un paio di giorni? Ora vi trovete anche a voi a dover risolvere una cosa che non può dipendere interamente dal nostro Stato".

 

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