San Marino, in 2.500 alla terza serata della Festa dell’Amicizia. Il resoconto
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Lunedì 25 Agosto 2014

SAN MARINO - Nonostante la contemporaneità di altre feste e manifestazioni a San Marino e nel circondario, anche la terza serata della 41a Festa dell’amicizia del Partito Democratico Cristiano Sammarinese ha visto la presenza di oltre 2500 persone, in piazza a Serravalle.

L’orchestra La Storia di Romagna ha rallegrato e vivacizzato piazza Bertoldi con le musiche del folk romagnolo, riempiendo la pista da ballo di coppie giovani a meno giovani per oltre 2 ore.

Ottima la presenza agli orti Masi, dove i fans e gli amici delle giovani band musicali hanno animato l’Amicizia Live Festival per tutta la serata.

Sulla terrazza dell’Ex-Ritrovo, i relatori della terza serata politica, davanti ad un pubblico numeroso ed attento, hanno riflettuto sul tema “Democrazia Cristiana, Noi Sammarinesi e Alleanza Popolare: comune Identità per un’azione comune” con la partecipazione di Marco Arzilli, Maria Luisa Berti, Manuel Ciavatta, Luigi Mazza, Alice Mina, Nicola Renzi e Mario Venturini.

Dopo i saluti e la presentazione degli intervenuti, la moderatrice Antonella Zaghini ha passato la parola al Capogruppo DC Luigi Mazza, che ha illustrato il percorso di riavvicinamento fatto in questi anni ed il lavoro fatto assieme ad NS ed AP nelle ultime Coalizioni di Governo. “Un’area di centro – ha detto Mazza - non può essere una formula politica numerica ma una formula di contenuti, una proposta politica capace di aggregare su un progetto per San Marino. Si sta avviando una riflessione assieme”. Mazza ha ribadito come nei primi anni del 2000 non ci siano state le condizioni per trovare un mediazione all’interno della DC, con la conseguenza della frammentazione del Partito. Dal 2008, invece, tale convergenza è stata ritrovata anche con altre forze politiche, su diversi temi e contenuti. “La domanda – continua Mazza - è se si possa trovare uno strumento per continuare a lavorare per il Paese e farlo assieme”. Sul piano economico, il Capogruppo DC ha sottolineato come alcune aziende importanti si siano avvicinate al nostro territorio offrendo una prima risposta alla richiesta di posti di lavoro. Inoltre, per la prima volta da molti anni, sia diminuito anche il numero dei dipendenti pubblici, risparmiando 5 milioni di €. Forte attenzione allo sviluppo del comparto turistico, strategico per il Paese. “Governo e Maggioranza sono al lavoro per avere dei risultati. Se fallisce il Governo, - conclude Mazza - fallisce anche la Maggioranza”.

Mario Venturini, capogruppo di AP ha sottolineato come, negli ultimi anni, la legge elettorale abbia dato maggior stabilità politica al Paese ma senza arrestare la frammentazione partitica che chiede ancora una soluzione. “In questo orizzonte può essere possibile che alcune forze politiche che si ritrovano in un area, possano lavorare assieme. Un percorso – continua Venturini - di cui DC e AP non hanno mai parlato prima, e lo fanno questa sera per la prima volta in maniera totalmente trasparente”. Diverse le soluzioni possibili presentate da Venturini, tra le quali una ricompattazione dei partiti di centro, considerando in prospettiva anche l’UPR. Meno apprezzata l’ipotesi di un gruppo federativo di lista rispetto alla soluzione di una nuova aggregazione che raccolga le migliori eredità dei partiti di origine e che non sia il risultato di un’operazione di vertice, ma coinvolga le basi. Il Capogruppo di AP ha inteso chiarire che “non si tratta di lasciare che il partito più grande fagociti i piccoli, ma dev’essere qualcosa di nuovo”.

Maria Luisa Berti ha iniziato il proprio intervento dicendo che il Movimento di cui è coordinatrice si era già impegnato nel proprio Congresso per la possibile creazione di un centro liberale e democratico, “sulla base di idee principi, valori e contenuti. Nulla di preconfezionato, pertanto. Rinunciare al proprio simbolo – continua Berti - deve essere frutto di condivisione e ne deve valere la pena”. L’auspicio è che il percorso di cambiamento intrapreso vada a termine e che nel Paese i valori tornino ad essere fondamento anche del settore economico, improntato sul lavoro vero e non su forme di denaro facile. “Da donna vorrei vedere una società incentrata a tutelare maggiormente la famiglia e le donne nel loro ruolo di lavoratrice – dice Berti - con possibilità di realizzazione nel mondo del lavoro e della famiglia, risorsa per la società. Per la donna è sempre più difficile, ma quando riesce a sfondare è perché ha qualche merito certamente”. Un invito ad investire di più sul sociale e sull’associazionismo come forma di creazione del futuro della società.

Per Manuel Ciavatta, Consigliere DC, la prima evidenza è che al tavolo dei relatori ci sono persone che si fidano reciprocamente le une delle altre e forze politiche che stanno cercando di fare un percorso insieme. “Un patrimonio di valori come quello della DC, nato nel dopoguerra per rinnovare l’impegno a servizio del Paese e dell’uomo, non si può disperdere”. Ricordata anche la recente celebrazione dei 65 anni di storia della DC come un momento molto toccante per tutti i democristiani e gli ex. Ciavatta ha anche riconosciuto ad AP ed NS il merito di aver pungolato la DC nei momenti più difficili del passato, perché non si perdesse questa identità. “Il passaggio dal Partito Popolare alla DC, in Italia, - continua il consigliere – non è stata una scelta subita ma pensata e voluta. A San Marino la DC c’è ancora e si è rinnovata. Lo dimostrino la presenza di Maria Luisa e Nicola a questo tavolo”. Per Ciavatta, qualunque soluzione futura per il cambiamento non dovrà essere per perdere qualcosa ma per rendere quello che c’è ancora più ricco di risorse e capace di dare risposte al Paese.

Il Presidente dei Giovani Democratico Cristiani Alice Mina, all’inizio del suo intervento, ha manifestato le proprie perplessità nel pensare di rinunciare al nome ed al simbolo della Democrazia Cristiana. “La DC ha ancora tanto da potere esprimere. Pensare ad un nuovo contenitore – ribadisce Mina - forse è prematuro, anche perché bisogna pensare a chi quel contenitore lo andrà a riempire”. L’auspicio è che il rinnovamento in atto continui in maniera sempre più concreta.

Alice Mina ha affermato che il sogno di fare politica per un giovane che abbia voglia di mettersi in gioco, e per una donna in particolare, non sia facile da raggiungere, soprattutto in una nostra realtà spesso provinciale, dove non sempre si considera che, se una donna riesce nel lavoro o nella professione sia per le proprie capacità. “Vorrei vedere molte più donne - conclude Mina -impegnarsi in maniera diretta. Vorrei vedere una San Marino in grado di dare ai giovani le possibilità di esprimersi al meglio e fare emergere il merito”.

Il Segretario di Stato Marco Arzilli sottolinea come le tre forze al tavolo, già nel 2008, avevano scelto di lavorare assieme per dare risposte al Paese e realizzare i cambiamenti di cui San Marino aveva bisogno. Un’alleanza proseguita nel 2012 e consolidatasi con ottimi risultati. Arzilli ha sostenuto che “la politica deve riavvicinarsi ai cittadini con un progetto politico che interessi la popolazione, utile a ridare entusiasmo. Dobbiamo pensare al Paese”. Nel suo intervento, il Segretario ha fatto anche alcune considerazioni sull’economia del Paese, non più meta di avventurieri per delinquere, ma un’alternativa reale per poter fare investimenti, competitiva con altri Paesi europei. “Superata la black-list che creava diffidenza, sta rinascendo un’attenzione positiva verso San Marino. Oltre ai progetti presentati – ha affermato Arzilli - ci sono altri investitori che si stanno affacciando a San Marino per realizzare economia reale”.

Il Coordinatore di AP Nicola Renzi ha rimarcato l’esigenza di un percorso fatto in piena trasparenza, rigettando i retro-pensieri e le recenti valutazioni espresse sui giornali da altre forze politiche. “Dobbiamo guardare veramente a che cosa serve al nostro Paese. Siamo qui - ha affermato Renzi - ciascuno con la propria dignità e riconosciuto reciprocamente come interlocutore”. Per il Coordinatore di AP, il percorso intrapreso dal 2008 ha portato ad una rivoluzione culturale che sta restituendo alla gente i valori della correttezza, dell’onestà e dell’impegno. “Serve una classe politica capace di rappresentare queste persone” sostiene Renzi. Sulla questione morale, dal suo Movimento emerge la richiesta che la giustizia faccia il proprio corso nel modo più chiaro e che la politica si faccia carico di fare un’analisi molto precisa di cosa non sia andato bene in passato. “Siamo qui – conclude Renzi - perché siamo pronti a riconoscere che sono stati fatti dei grandi passi avanti per riuscire a collaborare insieme, da parte nostra e da parte della DC. Adesso bisogna continuare ad andare avanti”.