San Marino, Commissione Interni: disposizioni in materia di maltrattamenti in famiglia e di minori
PDF Stampa
Mercoledì 30 Luglio 2014

 

In seduta notturna si riparte dall’esame del’articolato del progetto di legge “Disposizioni in materia di maltrattamenti in famiglia e di minori”, poi approvato con 13 voti favorevoli e un astenuto. Come relatore unico viene indicato il consigliere del Pdcs Anna Maria Muccioli.

All’articolo 1, “Modifiche del codice penale e della legge 26 aprile 1986 numero 49”, viene concordata la proposta di elevare i gradi di prigionia in caso di morte di minore in seguito a lesioni. Il consigliere Loretta Stefanelli (Pdcs) spiega che non c’è problema ad accogliere il quarto o il quinto grado. Grazia Zafferani di Rete e il Psd sostengono il quinto che viene accolto. Previsto il terzo grado invece per gli eventi elencati all’articolo 156 del codice penale.

All’articolo 5, “Modifiche all’articolo 78 della legge 26 aprile 1986, n.49”, riguardo il diritto dell’adottato a conoscere le proprie origini, il segretario di Stato per gli Affari interni, Gian Carlo Venturini, spiega che con la nuova formulazione “viene tutelato sia il minore sia chi adotta”. “Opportuno” il riferimento alla convenzione dell’Aia, sottolinea Rossano Fabbri del Ps, chiedendo spiegazioni sul termine dei 25 anni per maturare il diritto a conoscere le proprie origini. “Scelta di opportunità. La proposta è del commissario della legge che segue queste problematiche. Nessun problema comunque a ragionare”, ribatte Venturini. Francesca Michelotti di Su sostiene i 25 anni, chiedendo se sia un obbligo per i genitori informare il figlio adottato delle origini. Per i 25 anni anche Zafferani di Rete. Stefanelli del Pdcs propone i 21 anni come limite di età e sottolinea che non ci sono sanzioni, si tratta di un “cambiamento di tendenza. Fino a qualche anno fa si teneva nascosta l’adozione. Invece è un valore aggiunto”. Gian Marco Marcucci dell’Upr si dichiara a favore dei 25 anni: “Un ragazzo che cresce in una famiglia deve fare un percorso, anche lavorativo”. Michele Muratori del Psd, in merito all’età, propone di lasciare i 25 anni, che vengono così confermati.

I consiglieri Franco Santi (C10) e Michelotti (Su) propongono un articolo 5 bis per l’estensione agli ascendenti, in caso ne abbiano le possibilità, dell’obbligo di mantenimento dei figli minori, “ai quali non lo garantiscono i genitori- spiega Michelotti- perché non hanno i mezzi o perché uno dei due è inadempiente in caso di separazione o divorzio”. Si tratta, aggiunge, di “una tutela importante che andrebbe subito adottata. A volte i nonni si esimono da un dovere etico”. Zafferani di Rete sostiene l’emendamento, anche se andrebbe specificato meglio. Marcucci (Upr) dissente: “Si creerebbe un sistema iniquo che porterebbe ad abusi. Inoltre questo aspetto non c’entra niente con la legge in esame”. Fabbri del Ps interviene per sottolineare le “finalità” dell’emendamento, “ma la questione non può essere affrontata in queste modalità”. Muratori (Psd) sottolinea che si tratta di “un’arma a doppio taglio per come è formulato l’articolo. Siamo comunque disposti a ragionare”. Santi (C10) sottolinea che si parla di “mantenimento dei figli, una priorità. Tirare in ballo i diritti successori è fuori luogo. Il problema è concreto”. Anna Maria Muccioli del Pdcs sottolinea che il tema è “molto importante. Non si può non condividere lo spirito dell’emendamento, ma è opportuno approfondire meglio alcuni aspetti”. Da qui la proposta di inserire la questione nell’ambito dei provvedimenti all’esame della segreteria di Stato e del Consiglio grande e generale. Il segretario di Stato Venturini afferma che la questione è “meritevole d’attenzione e va affrontata. Si può verificare il tema e tra settembre e ottobre inserire la questione nella legge su figli legittimi”. Di fronte a questo impegno i proponenti decidono di ritirare l’emendamento. Il presidente di commissione, Mario Lazzaro Venturini, propone “una nota verbale per cui il problema verrà affrontato nelle modifiche al diritto di famiglia che verranno presentate a breve in Consiglio, secondo l’indirizzo proposto dall’emendamento ritirato”.

Si passa così all’esame del progetto di legge “Codice di condotta per gli agenti pubblici”, che occupa la restante parte della seduta.

All’articolo 2, “Campo di applicazione soggettivo”, sono due gli emendamenti presentati dai partiti di opposizione. Uno da parte di Rete, spiega Elena Tonnini, per “estendere gli obblighi della legge a tutti coloro che hanno a qualsiasi titolo un rapporto di lavoro con la Pa”, consulenze e collaborazioni incluse, così come le imprese in appalto. “E in caso non siano mantenuti gli obblighi, prevedere per consulenze e contratti clausole specifiche anche a tutela dello Stato”. L’estensione è una possibilità prevista, sottolinea il segretario di Stato Venturini, dipende dal tipo di consulenza. Delle modifiche richieste da Rete viene concordata la parte riguardante le clausole nei contratti e l’emendamento è ritirato. Un emendamento di Su e C10 propone di eliminare il riferimento alle forze di polizia come corpo separato (comma 6). Viene respinto perché il Moneyval richiede un codice ad hoc per le forze dell’ordine.

All’articolo 3, “Principi di attuazione”, gli emendamenti sono due. Quello di Su e C10 per eliminare il comma 3, che prevede che l’agente pubblico deve rispettare la legge, è “pleonastico”. Viene bocciato. Diversi colleghi di minoranza stigmatizzano inoltre l’abrogazione del riferimento alle sanzioni. “Vale comunque la legge 106 del 2009”, replica il segretario di Stato, aprendo comunque all’inserimento di una modifica al successivo articolo 23, “Rispetto della presente legge e sanzioni”, sul tema. Il secondo emendamento, di Rete, punta a inserire un riferimento netto alla necessità di formazione dei dipendenti pubblici. La modifica viene in grande parte accolta.

Con l’approvazione dell’articolo 3 la seduta viene sospesa e riprenderà domani mattina alle 9.00.

 

Di seguito un riassunto degli interventi

 

Progetto di legge “Codice di condotta per gli agenti pubblici”

Gian Carlo Venturini, segretario di Stato per gli Affari interni: “E’ un provvedimento complesso e delicato. Rientra tra gli interventi ritenuti necessari e importanti per recepire le indicazioni del Greco e per definire il codice di condotta degli agenti pubblici. In prevalenza si tratta di dipendenti pubblici, ma non solo. Si disciplinano le norme di comportamento, per evitare situazioni di incompatibilità. Questo progetto di legge andrà integrato all’articolo 2, comma 6, con un decreto che definisce uno specifico codice di condotta per le forze di polizia. Il testo di legge è stato confrontato con i sindacati che hanno evidenziato alcuni aspetti e suggerimenti. Alcuni sono stati recepiti negli emendamenti. Nell’attuazione della legge potrebbero essere emanate circolari di chiarimento. Queste norme non sono un elemento coercitivo. Il provvedimento verrà accompagnato da un programma di informazione e di formazione di tutti i dipendenti pubblici per rendere attuativa la norma”.

Francesca Michelotti, Su: “Un codice di condotta per il pubblico dipendente arriva forse tardi ed è uno strumento in cui credo poco. La cultura della pubblica amministrazione è stata sopraffatta dai principi dell’efficienza. Credo al codice di condotta se diviene strumento efficace dell’operatività, deve diventare motivo di rilancio del senso di appartenenza del dipendente pubblico. Abbiamo una serie di emendamenti”.

Alessandro Cardelli, Pdcs: “Può essere uno strumento utile per la Pa. Prevede anche sanzioni e sarà di stimolo. Occorre puntare sulla formazione”.

Franco Santi, C10: “Il provvedimento è importante, prende il via da raccomandazioni del Greco. E’ l’occasione per fare una riflessione sul ruolo e sulla capacità della Pa di diventare il volano di una nuova San Marino. Nella realtà la Pa spesso è vista come un grosso problema. E in parte non è una falsità. La riforma non ha ancora fatto vedere risultati tangibili. Ripartire dalla responsabilità e dai doveri è centrale. Il progetto d legge ha molti spunti interessanti, sulla responsabilità e sul conflitto di interessi. Finora non c’è stata una visione organica della Pa”.

Rossano Fabbri, Ps: “E’ un provvedimento importante, non solo perché sostenuto dal Greco. Lo stimolo dovrebbe essere interno per certe norme. L’auspicio è che si possa arrivare a un documento che possa incidere nella sfera della Pa. Spero non sia un’occasione persa, vedo alcuni cambiamenti che sono il frutto di una mediazione e di in una debolezza”.

Gian Carlo Venturini, segretario di Stato per gli Affari interni, replica: “L’aspetto fondamentale del provvedimento è il fattore educativo. Si recepiscono le direttive del Greco. E’ un codice deontologico del dipendente pubblico. Sono importanti formazione e informazione”.