Appalti pubblici, in 6 mesi il nuovo Codice. Tiziano Arlotti: "Valorizzare le imprese locali"
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Martedì 15 Luglio 2014

 

Il deputato riminese Tiziano Arlotti ha partecipato ieri a Montecitorio al convegno "Appalti pubblici e corruzione – Dalla legittimità formale alla legalità sostanziale", promosso dal gruppo PD della Camera e dalla VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici di cui lo stesso Arlotti è membro. Tra gli altri, gli interventi del viceministro alle Infrastrutture e trasporti, Riccardo Nencini, e del presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone.

"Il nostro Paese spende più del 15% del suo PIL negli appalti pubblici (dati Commissione europea), quindi una buona ed efficace normativa in materia di appalti ha un valore non soltanto tecnico-giuridico, ma politico sociale - sottolinea Arlotti -: ha un significato determinante in una fase di crisi economica come quella che stiamo attraversando, che impone di trovare fonti di finanziamento per sostenere la domanda interna con investimenti pubblici. Il controllo sugli appalti pubblici è diluito tra numerose autorità, amministrative e giurisdizionali, e il recepimento delle tre nuove direttive comunitarie su concessioni di lavori e servizi, appalti nei settori ordinari, appalti nei settori speciali può essere occasione di analisi critica e di ripensamento del sistema".

E' partito un percorso che in 6 mesi dovrà portare alla revisione del Codice degli appalti, continua il parlamentare. "Le direttrici strategiche sono trasparenza e semplificazione: bandire il massimo ribasso con le sue distorsioni, favorire un sistema che attraverso procedure negoziate valorizzi le imprese del territorio, garantendo vincoli e controlli per prevenire i fenomeni di corruzione. Su 100 appalti, 70 vengono aggiudicati a grandi imprese, ma la realtà dell'edilizia è fatta per il 95% di piccole e micro aziende con meno di 50 dipendenti. E la maggior parte degli appalti sono di entità tale da poter rientrare nella procedura negoziata".

Arlotti è inoltre il primo firmatario dell'emendamento al decreto per la riforma della Pubblica amministrazione che sposta al 1 luglio 2015 l'entrata in vigore del sistema AvcPass per le procedure di affidamento dei contratti pubblici da parte delle stazioni appaltanti e degli operatori economici, legato ad un secondo emendamento per lo slittamento della Centrale unica appaltante al 30 giugno 2015. "Un posticipo doveroso se vogliamo consentire agli enti locali di fare ripartire immediatamente le gare, prime fra tutte quelle per l'adeguamento degli edifici scolastici. In settembre promuoverò un'iniziativa specifica sul territorio per enti locali e sistema delle imprese locali per illlustrare le linee portanti della riforma del Codice degli appalti e per una semplificazione e riduzione delle stazioni appaltanti che passi per la valorizzazione in primo luogo delle Unioni dei comuni. In quell'occasione raccoglierò anche le proposte e le attese del nostro territorio, di cui terrò conto nell'iter della nuova legge".