Radiocor, Acciaio: Rossi (Toscana), lettera a Ue, liberalizzare quote mercato ci penalizza
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Giovedì 14 Novembre 2019

Anche sul tema dell'acciaio "l'Europa è all'origine di molti problemi ma anche la risposta a molti problemi". Ma deve essere coerente. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, nel corso di un Forum organizzato da Il Sole 24 Ore Radiocor annuncia di aver inviato una lettera alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen denunciando la decisione di liberalizzare una quota del mercato dell'acciaio, nonostante la crisi del settore. "Abbiamo scoperto che proprio adesso, in una situazione in cui il mercato dell'acciaio non tira e c'è un sovracapacità produttiva e che è quella che sembra aver motivato in parte anche Mittal (su Ilva, ndr) l'Europa ha deciso togliere dai dazi che sono quelli che avevano spinto, quando l'Europa aveva deciso che l'importazione dell'acciaio era sottoposta a dazi, i grandi produttori come Jindal o Mittal a collocarsi in Europa (e in Italia) per penetrare nei mercati europei. Recentemente, a luglio l'Europa ha deciso di svincolare dai dazi un altro 5% del fabbisogno complessivo, il vuol dire aver dato una mano ancora una volta alla Turchia, India e vedremo la Cina che ha acquistato British Steel". Quindi, spiega Rossi, una lettera per protestare perché non si possono mettere sullo stesso piano le melanzane e l'acciaio". Questo non mette a rischio Piombino, assicura Rossi, ma "bisogna non smarrire la linea di fondo. Il tema della lettera è una richiesta di essere coerenti. Io sono convintamente europeista ma all'Europa chiedo che sia coerente e tenga conto delle situazioni effettive. Nella lettera inviata alla presidente von der Leyen, Rossi premette le importanti ricadute sul settore dall'imposizione dei dazi Usa e ricorda i vari passi fatti dall'Unione europea adottando misure di salvaguardia sulle importazioni di determinati prodotti di acciaio che prevedono un sistema di quote che i paesi extraeuropei non possono eccedere, se non con un pagamento di un dazio del 25 per cento. "Alla luce della volatilità dei prezzi delle materie prime, dei costi energetici, della crisi di diversi settori manifatturieri come quello automobilistico e della Brexit, il mercato europeo dell'acciaio è crollato. In risposta a questi fattori e a sostegno della produzione interna, l'Ue ha recentemente rivisto le misure di salvaguardia riducendo dal 5 al 3 per cento l'aumento delle quote di importazioni libere da dazi a partire da luglio 2019". Ma, sottolinea Rossi, "nonostante questo passo in avanti da parte della Commissione, questa misura è insufficiente a proteggere un settore chiave della nostra economia e con un impatto così importante sull'occupazione". Considerando, rileva, "che il consumo apparente di acciaio in Europa è sceso dell'8% solo nel secondo trimestre del 2019 sarebbe opportuno rivedere le misure di salvaguardia e incentivare gli investimenti innovativi in questo settore".

"L'Europa non può tirarsi indietro in questa sfida. Le quote di importazioni libere da dazi devono essere riviste per far fronte alla crisi del settore, ai dazi americani, all'eccessiva produzione asiatica e infine per penalizzare produzioni a più forte impatto ambientale" chiede Rossi nella missiva. In cui si sofferma anche sulla Regione. "Il settore siderurgico è considerevole anche in Toscana. Il sito di Piombino produce binari in acciaio di altissima qualità e stiamo facendo molti sforzi per rendere l'intero sito industriale più competitivo a livello globale e nel rispetto della sostenibilità ambientale. Su quest'ultimo tema, come Regione, abbiamo anche lanciato un piano "Toscana Carbon Neutral", dandoci come obiettivo il 2050".

 

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