Carlo Calenda a Radio 24: “In Europa Le Pen è preparata, Salvini va in giro con le felpe”
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Venerdì 09 Febbraio 2018

"Salvini non fa il lavoro per cui è pagato". A dirlo ai microfoni di 24Mattino su Radio 24 è Carlo Calenda (Ministro dello sviluppo economico) che continua così lo scontro a distanza con il leader della Lega. A innescare il ministro questa volta è il tema dei dazi: "Salvini", dice rispondendo alle domande dei conduttori Luca Telese e Oscar Giannino, "vuole metterli sapendo però di non poterli mettere, perché li mette solo l'Europa. O almeno dovrebbe saperlo visto che sta da tre anni in Commissione Commercio a 20mila euro al mese". Calenda sottolinea anche che se "uno viene pagato per fare un lavoro e se quel lavoro per il quale viene pagato non lo fa e non sa in cosa consiste, secondo me la sua credibilità generale, quando dice le altre cose, subisce un crollo". Sul ruolo del populismo in campagna elettorale, poi, Calenda conclude così su Radio 24: "I populisti in Italia hanno la caratteristica di essere, rispetto ad altri paesi, fragili perché io la Le Pen in Commissione Commercio ce l'avevo davanti ed era una signora di cui non condivido niente, ma che era preparata. Salvini stava in giro con le felpe".

 

"LARGA COALIZIONE DOPO IL VOTO? VA BENISSIMO GIANNI LETTA MA SERVE UN CONTRATTO SERIO NON UN ACCROCCHIO"


"Ho un buon rapporto con Gianni Letta. Se si dovrà comporre una larga coalizione dopo il voto, la questione centrale è se si riuscirà a fare un contratto di larga coalizione". A dirlo è Carlo Calenda, (Ministro dello sviluppo economico) intervistato da Luca Telese e Oscar Giannino ai microfoni di 24Mattino su Radio 24. Calenda risponde a una domanda di Telese, che gli chiede di commentare uno dei retroscena di giornata: "Gianni Letta a Palazzo Chigi le sembrerebbe un premier con cui potrebbe lavorare in squadra?", chiede il conduttore di Radio 24. Il Ministro ha risposto spiegando le problematiche legate ad un governo di coalizione: "Questo governo di larga coalizione post voto, ammesso che ci siano i numeri, potrà essere due cose: o una sorta di ultimo arrocco contro il populismo che avanza senza contenuti - e sarebbe un disastro perché apriremmo la strada a un governo dei populisti- oppure se si riesce a costruire un programma serio, strutturato, che si condivide, in cui c'è l'elenco delle misure, allora va benissimo Gianni Letta". "Per larga coalizione intende con Pd, almeno Forza Italia e anche qualcun altro?" gli chiede Luca Telese. "Sì, ma partire da un programma serio". "Quindi larghe intese, ma solo ad alto peso specifico programmatico?" insiste il giornalista. "Sì, come un vero contratto. Alla tedesca".

 

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