Rimini, Unindustria e Ance: l’analisi e le riflessioni sul “patto per il lavoro”
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Venerdì 16 Ottobre 2015

 

A seguito dell'incontro "Patto per il lavoro", convocato dal Comune di Rimini il 29 settembre 2015 ed in seguito alla richiesta giunta alle parti presenti di portare le proprie proposte e considerazioni, e dopo l'incontro fra i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali, di Unindustria Rimini e di Ance Rimini tenutosi lunedì 12 ottobre, Unindustria Rimini ed Ance Rimini hanno analizzato le varie tematiche su cui potere intervenire per avviare una grande trasformazione per il presente ed il futuro di Rimini.

Unindustria Rimini ed Ance Rimini ritengono che per garantire lavoro ed occupazione oggi è sempre più fondamentale cogliere tempestivamente tutte le opportunità a disposizione.

E perché ciò avvenga occorre che tutti, istituzioni e parti sociali, scelgano obiettivi concreti e fattibili per garantire al territorio la possibilità di avere un peso decisivo nelle sedi che decidono come e a chi erogare le risorse.

Gli imprenditori sono favorevoli al tema del nuovo paradigma dello sviluppo del territorio, come ad esempio quello individuato nel progetto del "Parco del Mare", perché se da una parte cambia il mood su Rimini partendo da un concetto di non consumo del suolo e di sviluppo sostenibile, dall'altro può aprire nuove prospettive per il settore dell'edilizia, gravemente colpito dalla crisi di questi sette anni.

Pensando al rifacimento del lungomare e alle ristrutturazioni dei suoi alberghi, ma allo stesso tempo anche a quello del centro storico, sottolineiamo la necessità di investire nelle ristrutturazioni affinché Rimini, intesa non solo come comune, ma come intera provincia, possa proseguire nel percorso di crescita della sua competitività nel mercato globale.

E pensando al settore dell'edilizia, riteniamo indispensabile che si agisca per garantire la massima legalità e ribadiamo l'importanza che gli appalti pubblici siano a portata delle nostre imprese dando la possibilità di fare lavorare le aziende del territorio. Dando maggiori possibilità d'impiego alle nostre imprese che hanno un capitale reputazionale da spendere sul territorio conquistato con anni di lavoro, si aumenta la capacità di contrastare eventuali infiltrazioni.

La crescita e lo sviluppo partono anche dalla formazione della nostra forza lavoro che sarà possibile solo mettendo a sistema tutte le eccellenze che abbiamo: università, tecnopoli, istituti professionali e licei, imprese.

Le aziende che per rimanere sul mercato hanno messo nel loro dna l'innovazione continua, devono essere supportate in questo processo di innovazione. Per questo devono potere contare sulla formazione dei giovani verso nuove professionalità.

Chiediamo progetti realizzabili che non devono essere solo un'affermazione. Progetti che abbiano contenuti spendibili sul mercato degli investitori e permettano di realizzare iniziative che abbiano un margine economico positivo.

E qui entra in gioco un altro tema importante per il nostro territorio: il credito. Senza il sostegno delle banche anche i migliori progetti diventano difficilmente realizzabili. A tal proposito, continua ad essere alta la preoccupazione per lo stato di Banca Carim che per il bene dell'economia del territorio, ci auguriamo possa presto superare l'empasse in cui versa da tempo.

 

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