Editoriale. I problemi: sfiducia e negatività
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Venerdì 08 Febbraio 2013

 

di Loris Pironi

 

I problemi di San Marino sono fondamentalmente due. No, non stiamo parlando della black list e della mancata ratifica italiana degli accordi bilaterali.

Il problema principale, atavico, è la mancanza di fiducia. Mancanza di fiducia, fiducia vera, nelle proprie peculiarità, nelle proprie prospettive. Per quale motivo qualcuno deve scegliere San Marino quale porta per l'Europa? Perché proprio noi e non chi è davvero bravo a fare questo, magari in Lussemburgo, Liechtenstein o Montecarlo?

Mancanza di fiducia negli altri, in questo caso il gruppo cinese Maxdo: chi sono davvero, c'è da fidarsi di loro? (in buona sostanza, come si fa ad avere fiducia di chi vuol fare affari passando da San Marino anziché da Macao o da Singapore?)

E poi c'è la mancanza di fiducia nelle proprie istituzioni. Come facciamo a pensare di aprirci al mondo se non siamo capaci di gestire in maniera sana e trasparente un simile passaggio epocale? La politica, dobbiamo dire, in questo non aiuta. Se vogliamo guardare anche solo alla storia recente, diciamo degli ultimi dieci anni, quelli di cui abbiamo uno "storico" personale, spesso queste questioni e tante altre sono state affrontate con spirito garibaldino, senza consapevolezza. Talvolta (verrebbe da dire molto spesso, ma cerchiamo di essere obiettivi e ci limitiamo ai fatti acclarati) anteponendo l'interesse di bottega o quello economico personale al bene comune.

Il secondo grande problema di San Marino è la negatività, l'incapacità di passare all'azione. Tutto ciò che viene da fuori viene guardato dall'alto e poi, semplicemente, snobbato (vedi le idee di Ambrosetti, ma anche tutta una serie di proposte, consulenze progetti sfumati nel corso degli anni). Così alla fine non si riesce a mettere in piedi mai niente. Lo diciamo a malincuore, perché questa Repubblica ha potenzialità enormi. Non solo per fare economia, ma per essere un piccolo faro in questo continente decadente che è l'Europa.

Tutto questo immobilismo, la volontà di parlare, anche a sproposito, senza fare una proposta. Il limitare la propria azione a demolire quanto gli altri stanno facendo, rischia di affossare l'economia di San Marino. Del resto se oggi siamo in queste condizioni, un motivo c'è.

Tornando al caso di Maxdo Group, dobbiamo ragionare con metodo. San Marino può sopravvivere senza investimenti esteri? Ci dobbiamo fidare di questo progetto? Forse prima di parlare occorrerebbe conoscere. Dire no a priori è sciocco. Poi un giorno si saprà che abbiamo aperto la porta a qualcuno di cui non ci si doveva fidare. Ma a tenerla chiusa, quella porta, si rischia di venire dimenticati dal mondo: qualche rischio forse bisogna correrlo.