San Marino, black list: l’Italia non si fida
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Venerdì 18 Gennaio 2013

 

di Loris Pironi

 

Non che ci avessimo mai creduto. Non fino in fondo, insomma. Sperato questo sì, perché siamo convinti che i tempi per superare i problemi del passato oggi sarebbero effettivamente maturi. Ma la decisione dei parlamentari italiani di non procedere alla ratifica dell’accordo bilaterale con San Marino in questa fine di Legislatura, la cattiva notizia di questa settimana, a nostro parere non è giunta come un fulmine a ciel sereno. Rappresenta, semmai, la conferma del fatto che la politica italiana non si fida di San Marino. E viceversa anche la conferma che della politica italiana, compresi quei trasformisti che da tecnici sono diventati improvvisamente politici, non ci si può proprio fidare.

La decisione in questione può essere letta, in chiave buonista, come una conseguenza dell’attuale stato confusionale che vive in questa fase chi frequenta le stanze dei bottoni capitoline. Ci può anche stare. Tuttavia, sarà anche stata involontaria, questa gomitata meritava comunque un cartellino giallo da parte sammarinese, una reazione veemente (che non c’è stata), uno straccio di reprimenda.

A questo punto non vogliamo neanche più sentire che tutto quello che si doveva fare è stato fatto e che se la ratifica - ma a noi interessa la conseguente uscita dalla black list - non arriva, la responsabilità è tutta italiana e da quest’altra parte del confine non si può far altro che aspettare e sperare. Perché non c’è nulla che si può dare per scontato. E c’è sempre qualcosa da fare, qualche meccanismo che può essere fatto funzionare meglio, qualche iniziativa da prendere, per poter arrivare al traguardo auspicato.