Editoriale: il cane da guardia già ringhia
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Venerdì 23 Novembre 2012

 

di Loris Pironi

 

La campanella del primo giorno di scuola per i 60 membri del Consiglio Grande e Generale è finalmente suonata. E siamo in attesa della presentazione del nuovo esecutivo. Insomma, per la politica è il momento della ripartenza. Ma anche per San Marino Fixing è un ulteriore inizio. E con la nuova Legislatura possiamo assicurarvi che continueremo nel nostro umile ruolo di “cane da guardia” in favore del Paese. Terremo d’occhio il Palazzo, pronti ad abbaiare quando qualcosa non funzionerà, quando qualcuno tenterà di fare il furbo, quando si cercherà di far passare provvedimenti che non vanno nella direzione del bene pubblico. Come abbiamo sempre fatto, del resto, ma se possibile proveremo a mettere in questo compito ancora più vigore. I tempi richiedono un impegno straordinario perché bisogna agire e non si può né tergiversare, né sbagliare. Compito dei media è quello di stimolare la classe dirigente ad andare nella giusta direzione. Più cane pastore che cane da guardia, in questo, ma è un ruolo che ci piace. Così, noi di Fixing, abbiamo incominciato il nuovo corso sulla falsariga di quello vecchio: prendendo una posizione chiara, nello specifico, sul discorso dei contributi pubblici alla politica e allo sperpero, lasciatecelo dire, che c’è stato in campagna elettorale, tra aperitivi, feste e volantini stampati e mai recapitati a casa. Ecco, questo è l’esempio della politica che non vogliamo più vedere.

Poi c’è un’altra questione che qui solo accenniamo ma che sviluppiamo all’interno: il nodo della rappresentatività delle parti sociali. Ancora una volta le responsabilità della politica, che mai è intervenuta, sono gravi: l’erga omnes rischia di creare un pasticcio. A cui va posto rimedio quanto prima.