San Marino "feccia dei Piccoli Stati"? La rabbia risveglia le coscienze
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Venerdì 05 Ottobre 2012

di Loris Pironi

 

SAN MARINO - Stavolta raccontiamo un piccolo episodio di vita giornalistica capitato nei giorni scorsi.

Su Facebook ci contatta un edicolante sammarinese, che ci racconta di essersi arrabbiato leggendo la nostra locandina sulla commissione antimafia, al punto da averla stracciata. La locandina, non a caso detta in gergo anche civetta, per un giornale deve contenere un “forte” richiamo dei contenuti del giornale. Ogni settimana noi a Fixing dedichiamo una lunga e ponderata fase di riflessione per la scelta dell’argomento e dei termini da utilizzare, anche perché la nostra civetta resta appollaiata davanti alle edicole per sette giorni, non uno solo come quelle dei quotidiani. Questa volta il primo ‘strillo’ (anche in questo caso il gergo è indicativo) recitava testualmente: “Mafia: il Titano feccia dei piccoli Stati”.

Quando abbiamo ricevuto l’e-mail del nostro edicolante siamo rimasti qualche secondo a pensare se arrabbiarci oppure no. E abbiamo deciso che, pur rendendosi necessaria qualche precisazione, questa persona ci è proprio piaciuta. Poteva benissimo stracciare quei due fogli e farla finita lì: si consideri che la locandina è sì uno strumento utile al giornale, ma anche all’edicola stessa perché è fatta per aiutare a vendere, dunque per togliere visibilità a un messaggio che non gli è piaciuto ha deciso di rinunciare a uno dei suoi strumenti di lavoro. Così lo abbiamo contattato, sempre tramite il social network, e gli abbiamo detto che il suo gesto tutto sommato ci è piaciuto, anche perché è stato seguito da una spiegazione - e una condivisione, con noi - di questa indignazione.

Però gli abbiamo anche spiegato che quelle virgolette all’inizio e alla fine del periodo indicano un pensiero riportato, e gli abbiamo illustrato i motivi della nostra scelta. Li riepiloghiamo brevemente: le parole sono di Augusto Michelotti, Presidente della Micologica ed ex Consigliere, protagonista di cento battaglie in materia di territorio, che nella sua intervista rilasciata a Fixing si arrabbiava per il malcostume dilagante emerso dalla relazione della Commissione Antimafia. Il nostro intento, rilanciando con vigore in locandina le sue parole, era proprio quello di risvegliare un impeto nei nostri lettori, perché non si può restare sopiti e passivi di fronte al quadro emerso.

 

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Peraltro, se per caso vi interessa conoscere la nostra opinione in proposito, noi non siamo neppure d’accordo con il buon Michelotti, che pure stimiamo, non fosse altro perché non sappiamo cosa accade realmente dietro i solidi muri degli istituti bancari del Liechtenstein o del Lussemburgo, o ancora nelle segrete stanze del Principato di Monaco, sperduti sui Pirenei o nel marasma dei porti di Malta: passi scagliarsi contro chi sbaglia in patria, ma glorificare in automatico tutti gli altri…

Alla fine, noi speriamo di aver convinto il nostro edicolante, ma anche in caso contrario ce ne faremo una ragione. Il messaggio andava mandato e crediamo che abbia colto nel segno; di tante volte che restiamo col dubbio, questa volta siamo ragionevolmente convinti di aver fatto la scelta giusta. Resta il fatto che non è con il tramite del messaggio che ce la si deve prendere, ma con chi ha fatto realmente del male a questo Paese.

Scaricare le colpe è un facile esercizio, e va sin troppo di moda.

 

Bandiera-San-Marino