San Marino, commissione d’inchiesta: siamo all’anno zero
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Venerdì 21 Settembre 2012

 

di Loris Pironi

 

Siamo sempre garantisti ma questa volta non vogliamo perdere troppo tempo con i convenevoli di rito: la commissione d'inchiesta è un organismo politico, nella relazione ci sono un'infinità di omissis e di 'ho sentito dire', i processi mediatici fanno più male di quelli giudiziari, è alla magistratura che spetta il compito di giudicare se ci sono responsabilità certe e se ci sono prove per dimostrare una qualsiasi collusione tra politica e malavita. Va bene, va tutto bene. E va anche bene il sacrosanto diritto di dare la possibilità di difendersi pubblicamente alle persone che sono state messe all'indice nelle oltre 100 pagine della relazione. Ok, detto questo, per la classe politica e dirigente del Titano chiusa questa ultima sessione consiliare della Legislatura, siamo giunti a un anno zero. Proprio così, ancora un altro anno zero, dopo quello che ha cancellato con un colpo di spugna un modo di fare economia che non era più accettabile sul piano internazionale. Ma come sostenevamo nelle scorse settimane, e lo sosteniamo ancora, la caccia alle streghe non deve essere l'unico argomento della campagna elettorale. Perché diventerebbe un alibi. La lettura pubblica della relazione, seguita in diretta streaming da chissà quanti sammarinesi, oltre a mettere in evidenza un quadro deprimente e desolante ha dimostrato chiaramente che c'è un problema gravissimo e mai risolto. Non c'è un efficace sistema di controllo sulla politica, non c'è vero controllo sulla pubblica amministrazione. E quanto di buono è stato fatto in questi anni sulla via della trasparenza e della legalità non è che il primo mattone. Per costruire tutto il resto del muro, ce ne vuole.