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Mercato del lavoro, l'irragionevole politica delle porte sbattute
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Mercoledì 10 Agosto 2011

di Loris Pironi

 

SAN MARINO - Il Decreto Legge sul Mercato del Lavoro è stato firmato dai Capitani Reggenti, dunque è un dato di fatto, una realtà. Una realtà che ha scatenato commenti, critiche e reazioni. Anche scomposte, come quella della CSdL che va oltre le già pesanti affermazioni del Segretario FLI Enzo Merlini e si prodiga in una lettera aperta, al di là delle ragioni e dei torti, intrisa di un acredine francamente inaccettabile nelle relazioni fra le Parti.

 

Ancora una volta. Senza rendersi conto che non c’è neppure bisogno di rispolverare le parole del Prof. Ichino, come ha fatto l’ANIS nella recente assemblea (“Avete un mercato del lavoro che è un residuato bellico”, affermazioni fra l’altro fatte durante un’assemblea pubblica promossa da AP, il partito del Consigliere Zafferani) per evidenziare come la situazione sia anacronistica, grave e pericolosa per l’economia sammarinese, impossibilitata dalle proprie vecchie dinamiche a reagire e a competere con l’esterno.

E se le posizioni sul Decreto divergono – questo è più che legittimo – ci pare che almeno ci si debba confinare nel rispetto per le controparti, anche perché in questa fase istigare le tensioni sociali è un atto gravemente irresponsabile.

 

Il sistema del mercato del lavoro sammarinese non trova riscontri in nessun angolo d’Europa. E allora c’è da chiedersi se chi dice che il Paese deve compiere sforzi per avvicinarsi sempre più alla UE lo faccia perché ci crede davvero, o piuttosto per mero esercizio culturale.

 

Mentre la Confederazione del Lavoro cerca la rissa, dall’altra parte tutte le Associazioni di categoria plaudono al provvedimento. Il Presidente e il Segretario degli Industriali comunque smorzano i toni ed evitano di rispondere a questa polemica. ANIS che ha già dichiarato il Decreto Legge in questione il primo passo nella giusta direzione che è quella di una non più rinviabile riforma del mercato del lavoro che supereri i vincoli della mediazione della politica e del sindacato. Sempre ANIS ha ribadito che le imprese sammarinesi hanno bisogno di ore di lavoro e di flessibilità, ma non certo della precarietà, come a volte viene demagogicamente sbandierato.

 

Questi sono i giorni delle polemiche. Ma dopo le polemiche saranno i fatti concreti che conteranno. Ci sono i contratti di lavoro scaduti, che vanno firmati. Riuscirà il sindacato, la CSdL in particolare, a scendere da questo comodo Aventino per sforzarsi a trovare un accordo? Per il momento possiamo registrare solo i numerosi tentativi fatti da ANIS per riaprire la trattativa, per far finalmente sedere di nuovo al tavolo anche il sindacato.

Chi adesso si lamenta per le questioni di metodo sono le stesse persone che nel 2005 hanno imposto – a suon di blocchi stradali – una legge sul mercato del lavoro palesemente inadeguata, quasi disastrosa. Sono le stesse persone che portano avanti da anni la politica delle porte sbattute. San Marino è una piccola realtà. Dove il dialogo dovrebbe essere la prassi, e invece costituisce un’eccezione. Ma senza dialogo non si va da nessuna parte.

 

Al di là del Decreto Mussoni c’è una lunga stagione di decisioni da prendere. Ci sono i contratti da firmare, appunto. Ci sono numerosi altri passaggi che necessitano dell’apporto di tutti, soprattutto di un sindacato responsabile. La porta sbattuta può essere riaperta, ma occorre che venga fatto in fretta.

 

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