San Marino Fixing, editoriale: targhe, una “o” farà la differenza?
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Venerdì 18 Settembre 2020

Polizia controllo

 

di Daniele Bartolucci

 

Il "caso targhe", per la parte riguardante i mezzi delle aziende sammarinesi guidati dai propri dipendenti residenti in Italia, è risolto? La risposta del Senatore Alessandro Alfieri, che abbiamo contattato la settimana scorsa, era positiva già nel momento dell'approvazione del suo emendamento in Commissione, figuriamoci ora che in Senato il testo è stato anche migliorato. Quindi per l'estensore della norma, il caso frontalieri è risolto (ovviamente quando il Decreto Semplificazioni entrerà in vigore). Ma la modifica, per quanto sollecitata da più parti, dalla Svizzera a San Marino, è in sostanza una mera questione lessicale: una "o" al posto di "ovvero", per meglio specificare che c'è una disgiunzione tra la fattispecie dei frontalieri (tutti, indistintamente) e quella degli altri lavoratori che per vari motivi (partite IVA?) si spostano con auto targate estere per lavoro. Insomma, il dubbio che la norma così scritta non risolva il problema, c'era prima e c'è ancora. Il fatto, però, è che al di là dell'interpretazione che ognuno può dare a quelle frasi, c'è la volontà - confermata anche dai voti - della maggioranza di Governo italiana di sistemare il problema e questo è già un buon punto di partenza. Infatti, il problema sarà risolto - al di là di come è scritta la norma (in Italia abbiamo migliaia di leggi scritte così così) - solo quando chi la dovrà applicare esenterà o meno i frontalieri dalle conseguenze del Decreto Sicurezza. In quel momento si saprà se l'emendamento avrà raggiunto lo scopo, oppure (in senso disgiuntivo, specifichiamo perché non si sa mai...) le forze dell'ordine continueranno a multare gli autisti e confiscare i mezzi.