San Marino Fixing, editoriale: l’elenco delle riforme non basta
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Martedì 15 Settembre 2020

palazzo pubblico basso

 

di Daniele Bartolucci

 

Il "Programma Economico per l'esercizio 2021" è stato depositato in questi giorni, ma non se ne sente tanto parlare a San Marino. Qualcuno potrebbe dire che la politica è impegnata in altre faccende, come la Giustizia: lo sciopero degli Avvocati, che fa il paio con l'allerta lanciata dalla Camera Penale, ha di fatto alzato il livello dello scontro a cui si era assistito nelle scorse settimane e che aveva i contorni di quelli ripetutisi negli anni tra politica e Tribunale. Stavolta pare sarà diverso, di certo è diversa la preoccupazione, che sta animando tutto il Paese e non solo gli "attori del teatrino". Patata bollente, insomma, a cui si aggiunge la partita dei 500 milioni dell'indebitamento previsto nell'assestamento, di cui ancora non si conoscono bene le dinamiche con cui arriveranno nelle casse dello Stato (il regolamento per il collocamento, come detto, è stato illustrato solo in seduta segreta).

Ma nemmeno "come" verranno spesi, che è la parte più importante, anche per capire se e come San Marino sarà in grado di restituirli. Ecco allora il Programma Economico 2021, dove ci dovrebbero essere i progetti da finanziare con questi soldi. Sicuramente ci sono, come da più parti viene scritta la parola "riforma", enfatizzata quasi sempre da "necessaria" o "improcrastinabile". Ma, ad eccezione di qualche data "entro cui..." quasi mai corredate da progetti e risultati misurabili.

Non viene spiegato, per esempio, qual è il gettito ipotizzato dalla riforma fiscale, né cosa cambierà per il sistema previdenziale in termini di contributi e prestazioni. Di programmi elettorali ne conosciamo già, vorremmo leggerne uno economico, grazie.