Editoriale: se l’Atalanta può vincere la Champions League
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Lunedì 27 Luglio 2020

Champions-League-trofeo

 

di Daniele Bartolucci

 

Le famiglie si stanno appuntando in questi giorni le date del prossimo calendario scolastico e lo fanno tirando un sospiro di sollievo, stante le difficoltà che hanno subito durante l'emergenza sanitaria con i figli a casa e magari entrambi i genitori al lavoro. Di tutt'altro tenore le sensazioni che stanno vivendo le imprese, che guardano con attenzione e preoccupazione all'evolversi della situazione economica non solo sammarinese, ma a livello globale. Il Covid-19 ha stravolto tutto: sanità, economica, società, sport... Prendiamo da quest'ultimo arriva un esempio pratico: il calcio. Chi avrebbe detto, prima del lockdown, che la formidabile Lazio che tallonava la Juventus di Ronaldo e Dybala avrebbe inanellato tutte queste sconfitte? E cosa dire della Champions League, dove, grazie ad una fase finale compattata in poche partite "secche", le chance di vittoria finale dell'Atalanta sono aumentate come la produzione di mascherine?

Certamente la Dea ha più possibilità con questa formula piuttosto che con l'andata e ritorno, ma ci sono altre squadre, quelle che queste partite sono abituate a giocarle e a vincerle, che non hanno comunque perso quotazioni. Sono attrezzate ad arrivare fino in fondo e, Covid o non Covid, restano le favorite.

Allo stesso modo, anche tra gli Stati si può fare questa distinzione: pur subendo gli stessi enormi danni in questi mesi, non tutti hanno le stesse prospettive.

E San Marino non è tra i Paesi più "attrezzati" a superare bene la prossima crisi, ma può diventare una Atalanta della situazione?

Non subito, almeno. Non si tratta di comprare i top player, bensì di creare un gioco migliore con i giocatori che si hanno, che comunque non sono affatto scarsi. San Marino non ha Ronaldo o Messi, ma ha delle eccellenze imprenditoriali che operano sui mercati internazionali e ha una storia, come più antica Repubblica del mondo, che in pochi altri possono vantare: deve solo far "giocare" bene le imprese e i suoi cittadini (lavoratori). Servono gli schemi (le riforme), come le scarpe coi tacchetti (gli strumenti). Ricordiamoci che Bergamo, la città più martoriata dal coronavirus, resterà nell'immaginario collettivo quella dei camion militari che portano via i cadaveri. Ma Bergamo non si è ripiegata a piangere su quelle fotografie: è una capitale del nord industriale, nota per l'instancabilità dei suoi lavoratori. E' una comunità vuole cancellare ad ogni costo quell'immagine nefasta che ha fatto il giro del mondo. E anche la loro squadra di calcio è spinta da questa volontà.

San Marino ne ha parecchie di immagini negative da cancellare: è arrivato il momento di farlo. Soprattutto in un contesto mutevole come quello attuale. Se si "allenerà" bene, se farà le cose che da troppo tempo deve mettere a posto, anche il Titano può vincere la sua Champions.