San Marino, editoriale: “Il lavoro nobilita il Bilancio dello Stato”
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Martedì 09 Giugno 2020

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di Daniele Bartolucci

 

L'emergenza Covid-19 ha messo in luce, se mai ce ne fosse bisogno, l'annosa questione della mancanza di fondi pubblici emergenziali, visto che San Marino non ha alle spalle una BCE o una FED da cui attingere a piene mani liquidità a basso costo. Ma questa è solo la punta dell'iceberg, perché ovviamente le cause sono molteplici, in primis le mancate riforme che negli ultimi 15-20 anni avrebbero dovuto rimettere in sesto il sistema, o almeno riallinearlo al contesto sociale ed economico. Non si tratta solo di sprechi, ovviamente, ma di operazioni che avrebbero permesso di rendere sostenibile l'impianto del welfare state, oggi invece messo a dura prova dall'emergenza sanitaria. La situazione è straordinaria, certamente, però permette di vedere anche molto bene quali ingranaggi della "macchina" siano da sistemare o da sostituire perché deteriorati. E' bastato, per esempio, che si chiedesse un contributo di solidarietà ai pensionati perché si scatenasse la rissa sui social, salvo poi comprendere, calcoli alla mano, che oltre la metà dei pensionati non pagherà nulla e gli altri avranno una ritenuta di qualche decina di euro. Questo a fronte di migliaia di lavoratori in cassaintegrazione e imprese chiuse per due mesi. La conseguenza non è il taglio delle pensioni, ma la mancanza di risorse per finanziare tutto: dalle stesse pensioni agli stipendi pubblici, la sanità, fino alle manutenzioni stradali se vogliamo metterci tutto. In attesa di prestiti esterni, l'unica strada è il lavoro, perché è quello che muove tutto: rimpingua le casse statali, i fondi pensione e riempie anche i negozi. Il lavoro nobilita l'uomo, ma lo sviluppo aiuta il Bilancio.