Editoriale, elezioni politiche sammarinesi: “Coesi e forti, dalle parole ai numeri”
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Martedì 24 Dicembre 2019

 

di Daniele Bartolucci

 

Cosa occorre fare, quali riforme, quali problemi risolvere, lo sanno tutti. Resta da decidere con chi e come fare tutto ciò nei prossimi mesi.

Le elezioni dell'8 dicembre, come prevedibile, non hanno permesso di individuare subito il nuovo Governo, ma i sammarinesi hanno dato delle indicazioni importanti, che i partiti non possono non ascoltare. Anzi, sembra che entrambi – cittadini e politici – parlino finalmente lo stesso linguaggio: "Un Governo coeso, rappresentativo del Paese e quindi abbastanza forte da reggere l'urto delle riforme che si devono realizzare" è una frase che in queste settimane si poteva ascoltare nei bar come nelle sedi di partito. Oltre che letta in un centinaio di comunicati stampa. Sono parole che devono, però, fare i conti con i numeri: nessuno dei contendenti può infatti formare da solo un Governo che abbia quelle caratteristiche. Di certo non le avrebbe un esecutivo frutto del secondo turno, perché, oltre a rappresentare obiettivamente una parte minoritaria del Paese, potrebbe contare su maggioranza di soli 35 Consiglieri. E si è visto come questa combinazione non porti grandi risultati. Le condizioni che si sono invece venute a creare, complice anche la nuova legge elettorale, sembrerebbero quelle ideali per costruire un Governo di larghe (forse larghissime) intese: certamente più stabile, con numeri importanti quando si vota a Palazzo Pubblico, ma senza che questi diventino forzature e operazioni non condivise, avendo la responsabilità di rappresentare più anime del Paese.

E questo varrà anche per il nuovo Consiglio Grande e Generale, dove sicuramente i giovani neo eletti porteranno idee fresche e tanto entusiasmo, ma dove la maggior parte dei Consiglieri ha più di un mandato alle spalle e diverse centinaia di preferenze nelle urne. Esperienza, dunque: un'altra parola da cui occorrerà attingere il meglio per affrontare i temi più complicati.

La campagna elettorale è finita e i cittadini hanno scelto, ora spetta ai politici fare le proprie scelte: accontentarsi di governare, sapendo già che sarà solo per qualche mese, oppure costruire un Governo in grado di rimettere in moto San Marino. Una delle due strade appare subito difficile, perché in salita e piena di curve, ma è probabilmente l'unica strada che porta lontano.