Editoriale: San Marino, un Tavolo Istituzionale senza strumenti né vincoli
PDF Stampa
Martedì 08 Ottobre 2019

 

di Alessandro Carli

 

Se dovesse venire presa una decisione all'interno del Tavolo Istituzionale, non c'è il Parlamento che possa legiferare e sarebbe tutto rimandato ai prossimi mesi, quando si sarà insediato un nuovo Governo. Il quale, però, potrebbe rimettere in gioco tutto quanto.

C'è più di una perplessità attorno a questo Tavolo che, seppur condividendone il principio (anzi, abbiamo lanciato probabilmente per primi l'idea in tempi non sospetti), è partito con i tempi sbagliati. Perché, ci si chiede, quando il Governo aveva i pieni poteri – e parliamo della scorsa primavera – non l'ha fatto e ora che è "decaduto" lo ha lanciato?

Il Tavolo Istituzionale ha, lo ripetiamo, alcuni aspetti positivi – tutti coloro che vi siedono hanno lo stesso "peso" e quindi quello che ne uscirà è stato concordato e discusso da tutti gli attori – ma ha anche un limite oggettivo: ogni intervento approvato non è detto che abbia un futuro. Per questo nelle regole di ingaggio (che non può scriverle la politica e poi, a posteriori, chiamare le parti sociali a rispettarle) ci dovrebbe essere anche un vincolo formale. Un "impegno" sia per chi vincerà sia per chi perderà: tutti dovranno portare avanti quanto deciso al Tavolo.

L'unico spazio di azione, dove si può intervenire veramente perché ci sarà una Legge da approvare, è sul Bilancio previsionale per il 2020. Sarebbe opportuno ad esempio capire se c'è il modo per contenere il disavanzo, che è pesante, quali leve si possono muovere per riequilibrare e mettere in sicurezza i conti.

Vedremo in questi pochi giorni cosa si potrà inserire oltre alla parte "tecnica".