Editoriale: San Marino, ora servono stabilità e un progetto di rilancio
PDF Stampa
Martedì 17 Settembre 2019

 

di Alessandro Carli

 

Mentre l'Italia ha dato una risposta alla crisi di Governo grazie al matrimonio tra Pd e M5S, perdura nella Repubblica di San Marino la fase di incertezza che si è aperta prima delle ferie estive: ad oggi non è ancora chiara quale sarà la prospettiva politica. Il tutto mentre si avvicinano alcuni importanti appuntamenti istituzionali, dall'incontro con il gruppo GRECO del Consiglio d'Europa a quello con l'agenzia di rating Fitch, calendarizzato per fine mese mentre all'orizzonte inizia a stagliarsi quello con il Fondo Monetario Internazionale. Anche quest'anno, purtroppo, ci presenteremo davanti alla delegazione FMI senza aver fatto i compiti richiesti.

Due gli scenari possibili: da un lato la crisi di Governo e il possibile ricorso anticipato alle urne, dall'altro un accordo di "responsabilità nazionale" (che richiederebbe comunque una forte coesione tra tutte le forze politiche) per affrontare le questioni più spinose, delicate e urgenti.

Chi ha le idee chiare è il mondo economico che continua a chiedere stabilità e un progetto strategico di medio e lungo periodo che metta in sicurezza il sistema-Paese, ponendo un freno all'indebitamento pubblico, puntando sulla modernizzazione della Repubblica di San Marino e individuando tutti gli interventi attraverso i quali sviluppare ancor più l'economia reale ricreando quell'indispensabile clima di fiducia per stimolare gli investimenti e la crescita.

Considerati i mutamenti politici dell'Italia occorre attivarsi tempestivamente per rilanciare realmente quelle relazioni di amicizia e buon vicinato, evocate proprio in questi giorni dal Presidente Mattarella, anche al fine di trovare una soluzione definitiva ai problemi che sono ancora in piedi tra i due Paesi, come ad esempio la questione targhe e la fatturazione elettronica.

Bisogna quindi rimboccarsi le maniche e lavorare alacremente su più fronti, con grande determinazione ed energia: c'è di mezzo "solo" il futuro del Paese!