Editoriale: “Le priorità, o per meglio dire, le difficoltà uniscono il Paese”
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Venerdì 21 Giugno 2019

 

di Alessandro Carli

 

Le priorità, o per meglio dire, le difficoltà uniscono il Paese. Come si è potuto constatare sul Decreto "Salva banche" e come – anche se in Commissione con documenti riservati – sta avvenendo per l'avvicinamento alla parafatura dell'Accordo di Associazione con l'Unione europea (prevista tra giugno e luglio), sembra che qualcosa nella politica sammarinese stia cambiando.

Certo, in Aula si continua a litigare. Sulle cose serie la sensazione è che le parti stiano cercando un dialogo costruttivo. Esempio, dicevamo, ne è stato il Comitato Credito e Risparmio allargato, che ha visto maggioranza e opposizione confrontarsi per cercare una soluzione concreta all'emergenza del sistema bancario (vista la recessione del comparto, sarebbe ipotizzabile l'istituzione di una unità di crisi che individui e metta in campo interventi e strumenti capaci di rimetterlo in condizione di tornare a svolgere prima possibile l'indispensabile funzione di sostegno e sviluppo delle imprese e delle famiglie).

Con tutte le cautele del caso – e quando si parla di politica bisogna sempre essere molto prudenti – questo cambio di passo va interpretato positivamente.

Anche perché il tempo è finito e si è davvero toccato il fondo. La fase economica che il Paese sta vivendo è a dir poco difficile: il Bilancio dello Stato che langue, le riforme sono ferme al palo e gli interventi legislativi poco calibrati. A tutto questo purtroppo si aggiunge una serie di problemi quotidiani che, sommati a quelli ormai storicizzati, stanno mettendo in ginocchio la Repubblica.

Ben venga quindi questo clima di riappacificazione per lasciare spazio a un atteggiamento positivo e propositivo teso a risolvere le tante emergenze che San Marino vivendo. Solo con un clima di dialogo e sintesi, improntato sul confronto, si possono individuare le formule migliori per rilanciare il Paese.