Editoriale: San Marino e il problema delle comunicazioni istituzionali
PDF Stampa
Lunedì 03 Giugno 2019

 

di Alessandro Carli

 

Le straordinarie immagini della nona tappa del Giro d'Italia 2019 – la crono tra Riccione e San Marino, una cartolina davvero bellissima della Repubblica, uno spot turistico, sportivo ma anche storico – hanno parzialmente coperto il problema della comunicazione istituzionale del Paese.

Senza andare troppo indietro nel tempo, ma soffermandoci alla cronaca più recente - nella fattispecie il report "Dinamiche evolutive del sistema bancario sammarinese" di Banca Centrale (ripreso anche da "Il Sole 24 Ore" in cui Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi hanno focalizzato le loro attenzioni sul peso dei NPL, circa 1 miliardo e mezzo di euro) -, il dato che emerge in maniera nitida e preoccupante è ancora una volta l'incapacità del Monte di gestire internamente un certo tipo di comunicazione.

Abbiamo dedicato fiumi di inchiostro all'importanza di fornire dati puntuali e aggiornati del Sistema Paese, ma – va detto - c'è modo e modo. Far uscire una serie di informazioni sulle difficoltà (che, e non possiamo negarlo, ci sono) che sta vivendo la Repubblica ponendo l'accento solamente sulle criticità si rivela un boomerang. Piuttosto sarebbe opportuno riuscire a gestire con determinazione e coesione i problemi interni e non invece darli in pasto, tout court e senza soluzioni propositive, ai media esteri, sempre pronti a "ricamare" titoli di grido.

Dal punto di vista della comunicazione istituzionale quindi occorrerebbe veicolare e diffondere in maniera incisiva – al di là degli eventi sportivi – ciò che San Marino ha di buono.

Continuare a scivolare o a inciampare su problemi che ci sono e che il Paese è chiamato a risolvere crea di fatto solamente molte incertezze e incide enormemente sulla reputazione. Soffermarsi sull'importo complessivo degli NPL e non sulle soluzioni proposte per rilanciare il sistema – quello che invece abbiamo fatto noi sul numero 19 di San Marino Fixing - mina ancora di più la fiducia sul Paese: non attira nuove iniziative imprenditoriali, ma soprattutto mette in difficoltà chi già opera sul territorio.

Esattamente l'opposto di quello che invece serve.

Davvero è così difficile "spingere" sui progetti positivi e comunicare in maniera adeguata le criticità? Noi crediamo di no. Basterebbe, in fondo, solo volerlo.