Editoriale: politica, tutto tace, o quasi. Purtroppo...
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Martedì 26 Marzo 2019

 

di Alessandro Carli

 

Poco o nulla è stato fatto negli ultimi due anni e mezzo. Nonostante gli attacchi e le sferzate che le parti datoriali e sociali "lanciano" tutte le settimane al Governo, questo pare proprio non reagire. Le questioni sul tavolo sono moltissime, e anche decisamente urgenti, eppure nulla si muove o quasi (a parte le semplificazioni per le imprese, a cui diamo atto alla politica di aver messo in campo un provvedimento comunque efficace). Sembra quasi che questo "metodo" utilizzato dalla Maggioranza sia in realtà una strategia pianificata: ogni settimana o quasi viene presentato un "progetto finito" – sul quale spesso non c'è stato un confronto – che alla prima critica viene bloccato.

Sulle riforme importanti la situazione non è certamente migliore, anzi: quasi tutto tace e l'orizzonte viene spesso spostato un po' più in là. Allo stato attuale delle cose, l'impressione nitida è che ogni giorno la Repubblica perda qualcosa, o che prosegua per inerzia, trascinata dalla corrente verso una cascata. Un "pericolo" che deve essere evitato ad ogni costo. Se i numeri del Paese sono negativi, più si perde tempo più le cose, inevitabilmente, sono destinate a peggiorare. Soprattutto se non vengono messe in campo tutti quei provvedimenti chiesti a gran voce, annunciati ma poi "arenati" che permettano alla Repubblica di risollevare la testa. Non crediamo che chi è al Governo non voglia bene al Paese. Ma è importante che chi è a Palazzo sappia anche ascoltare i suggerimenti che arrivano da chi è a contatto con il mondo del lavoro quotidianamente. Solamente insieme, dialogando per trovare soluzioni condivise si può invertire la rotta.