Editoriale: San Marino, accordo con l’UE è un po’ “trop secret”
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Martedì 12 Marzo 2019

 

di Daniele Bartolucci

 

Come scritto anche su queste pagine, l'unico documento ufficiale sulla trattativa tra San Marino e la Commissione UE per l'Accordo di associazione, era e resta la "relazione Aguilar": un documento - per l'ennesima volta - che arriva dunque dall'esterno, mentre all'interno del Paese poco o nulla trapela dalle stanze dei bottoni, mai così abbottonate. Ci hanno provato le Associazioni di categoria a rompere questo muro di silenzio, ma senza ottenere molto se non la garanzia che ci sarebbero stati incontri ufficiali ricorrenti. Ci abbiamo provato anche noi di Fixing, ma nonostante gli annunci di "dossier" consegnati e altri documenti ufficiali scambiati nel corso dei mesi e anni, la risposta è sempre stata che è meglio tenerli segreti ai sammarinesi. Si sperava potesse almeno la politica riuscire nell'intento di far luce su una trattativa di cui poco o nulla si sa, né di cosa ha chiesto il Governo, né cosa ha proposto e risposto l'UE. Speranza vana, come si è visto nell'ultima Commissione Esteri, svoltasi in seduta segreta e dove a precisa richiesta di renderla pubblica, la maggioranza ha risposto picche: "In una fase delicata della trattativa, la pubblicizzazione degli argomenti e delle posizioni ci indebolirebbe nel negoziato", si legge nel resoconto scritto divulgato alla stampa. A maggior ragione, ha fatto sapere il Segretario agli Esteri, se come è successo si è parlato anche degli altri due Stati coinvolti nella trattativa, Monaco e Andorra. Tutto rimandato dunque alla sessione di marzo del Consiglio Grande e Generale - stavolta in seduta pubblica, ha annunciato il Segretario - dove è previsto "un dibattito ad hoc che consentirà a tutti i gruppi consiliari di portare il proprio contributo su un tema molto importante per il Paese". In pratica, però, la trattativa con l'Unione Europea resta un segreto di Stato, tanto che la relazione di Aguilar - che come è normale che sia, è stata subito resa pubblica - è stata perfino etichettata da qualcuno come uno sgarbo. Ma è l'unico spiraglio di luce sul buio completo attorno a questa vicenda. Una vicenda che, pur con tutte le precauzioni del caso, andrebbe raccontata al Paese per condividerne finalità e prospettive, anche per non arrivare al referendum (come ricorda Aguilar) senza aver spiegato cosa si voti e quali conseguenze ci saranno, in un caso o nell'altro. Del resto, se ancora oggi, a distanza di qualche anno dall'avvio della trattativa, molti confondono l'Accordo di associazione con il diventare uno Stato Membro dell'Unione Europea, forse bisognerebbe fare una riflessione anche sul concetto di "trasparenza e condivisione".