Editoriale: San Marino, ora bisogna recuperare la fiducia
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Lunedì 14 Gennaio 2019

 

di Alessandro Carli

 

La fiducia nel sistema San Marino è ai minimi storici: il crollo della raccolta del sistema bancario – circa un miliardo dal 2016 al 2018 – lo certifica in maniera inequivocabile. Per questo deve essere prioritario ripristinare un clima di fiducia, necessario allo sviluppo del Paese e al mantenimento del benessere collettivo. Purtroppo però, alcuni interventi della politica in realtà stanno producendo l'effetto contrario: idee non condivise, interventi a spot e tanto altro ancora hanno alimentato quella "sfiducia" verso il sistema Paese.

Il 2018 si era aperto – eravamo a febbraio, come molti ricorderanno – con il Decreto Delegato numero 15 che stabiliva le disposizioni per favorire l'emersione e il rimpatrio di attività finanziarie e patrimoniali detenute all'estero. Ora, e sembra quasi per ripicca, dopo che i cittadini sammarinesi hanno regolarizzato le rispettive posizioni, gli si va a chiedere un ulteriore obolo dell'1,5%. Se l'intenzione del Governo è quella di andare a tassare – o anche ritassare – chi ha liberamente e legittimamente spostato i propri capitali all'estero, cosa si genera se non sfiducia o peggio paura? Soprattutto se chi chiede il dazio, quindi lo Stato, non da un bell'esempio, riducendo magari le sue spese, ma al contrario prevede perfino di indebitarsi ulteriormente.

San Marino sta vivendo una fase di difficoltà e fa fatica ad attirare nuove economie, ma la politica sta facendo poco per invertire la rotta. Un esempio è proprio l'indebitamento estero. Visto da fuori, fa pensare a un Paese in profonda crisi. E l'utilizzo del prestito, che verrebbe impiegato non per favorire lo sviluppo, ma per colmare il deficit quando la spesa corrente (gestita dallo Stato) non è diminuita, significa in estrema sintesi che la Repubblica si indebita per ripianare il rosso.

L'auspicio è che il nuovo anno si apra sotto una nuova stella. Non solamente economica – il 2019 sarà l'anno che porterà il Titano nel sistema IVA al posto della monofase, ma anche della riforma delle pensioni – ma anche sociale. Un nuovo clima di dialogo volto a far salire la fiducia nel Paese. A partire dai cittadini che vivono e amano San Marino.