Editoriale: San Marino, tanti dubbi sulla Legge di Bilancio
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Venerdì 14 Dicembre 2018

 

di Alessandro Carli

 

Il tema più caldo del momento è la prossima Legge di Bilancio, portata in prima lettura in questi giorni. Una manovra che il Governo ha annunciato non come "omnibus" – come sono state quelle degli ultimi anni – bensì come una "finanziaria in senso stretto": la Legge, dunque, dovrebbe contenere una serie di interventi dedicati al rilancio e l'equilibrio del bilancio, al contenimento della spesa corrente e al ripristino delle riserve di liquidità al fine di recuperare risorse da impiegare nell'investimento. Ma contiene invece interventi estemporanei e non strutturali, come sarebbe lecito aspettarsi e di cui la Repubblica di San Marino ha urgente necessità, come rileva il Segretario Generale di ANIS William Vagnini nell'intervista rilasciata a San Marino Fixing. Se non le riforme, almeno che la finanziaria detti i tempi delle riforme, allora. Sarebbe opportuno riaprire il tavolo per la Stabilità Nazionale e lo Sviluppo, quindi, per definire le priorità e i modi e tempi con cui raggiungere gli obiettivi. Solo in questo modo tutte le parti sociali del Paese potrebbero mettere in campo la propria esperienza e le proprie proposte. Ma anche un senso di responsabilità che oggi forse manca, e che invece serve per risollevare il Titano dal lungo momento di difficoltà che sta vivendo. Un debito pubblico che potrebbe arrivare a 888 milioni e un rapporto debito/Pil oltre il 61%. Una prospettiva insostenibile e inaccettabile. Le proposte di tutti allo stesso tavolo, anche per condividere obiettivi e sacrifici, poi che il Governo faccia il Governo, faccia la "sintesi" come si suol dire, e prenda le decisioni migliori per il Paese.