Editoriale: San Marino, l’obiettivo ora è salvare il Paese
PDF Stampa
Venerdì 02 Novembre 2018

 

di Alessandro Carli

 

Il clima conflittuale che sta caratterizzando il confronto politico sta offuscando le idee e soprattutto l'obiettivo principale: salvare il Paese. Un obiettivo che hanno ben chiaro i cittadini e le imprese, lo stesso si può dire della politica? Non si tratta di determinare chi ha ragione e chi ha torto, ma piuttosto di delineare nella maniera più oggettiva possibile, soluzioni per uscire dalla situazione che sta vivendo la Repubblica e che, senza correttivi, vivrà per molti anni a venire. Il Bilancio dello Stato rischia infatti di venire presto appesantito da un debito di oltre 850 milioni, ovvero 50 milioni all'anno di tasse e di tagli ai redditi, perché a pagare il conto saranno come sempre cittadini e imprese. Un macigno, in pratica: i sammarinesi riusciranno a sostenerlo o ne verranno schiacciati? Siamo sicuri che sia l'unica strada percorribile? Alla preoccupazione dei cittadini (pensionati, dipendenti pubblici e non) si affianca quella delle imprese: vogliono continuare a operare e farlo sempre meglio. Anche il clima da campagna elettorale è un elemento che aumenta questa preoccupazione, perché stabilità e fiducia sono determinanti per attrarre nuovi investimenti e per trattenere chi già opera sul territorio, dandogli la possibilità di crescere. L'obiettivo deve essere quello di individuare, tracciare e perseguire una strada che riporti il Monte Titano in alto. Per raggiungerlo servono scelte tecniche, ma soprattutto politiche. L'alternativa a quel debito insostenibile va ricercata, se c'è. Altrimenti va costruita, ovviamente va costruita assieme. Va costruita evitando - ovviamente - che prevalgano interessi di parte, economici, politici o anche solo di consenso elettorale.

A questo punto viene da chiedersi: le forze politiche e sociali sono davvero disposte a collaborare per trovare - finalmente e in maniera solida - una soluzione per il Paese?