Editoriale: politica, soluzioni e non una campagna elettorale
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Martedì 30 Ottobre 2018

 

di Alessandro Carli

 

La situazione già difficile della Repubblica di San Marino, nelle ultime settimane si è ulteriormente aggravata. All'aumento ormai certo delle tasse e ai probabili tagli al welfare, frutto di un bilancio dello Stato messo in seria difficoltà dalla ricapitalizzazione di Cassa (un debito che cittadini e imprese si dovranno accollare per i prossimi 25 anni), si aggiunge un'ulteriore crisi, per certi versi anche peggiore. Se prima c'erano grosse preoccupazioni per tutti quegli interventi che si sarebbero potuti fare, ma che sono rimasti più o meno al palo – le riforme attese da anni e che oggi sono sul tavolo, vanno completate - la sensazione è quella che si stia aprendo anche una crisi politica molto, molto accesa. Una crisi che il Paese non si può permettere, perché significherebbe perdere ulteriore tempo. Il mondo delle imprese, più volte, ha manifestato preoccupazione per il bilancio e per le scelte che la politica ha portato avanti d'imperio. E i cittadini, bombardati da notizie più o meno vere, documenti reali e altri anonimi, lamentano questa confusione, ma soprattutto appaiono sempre più sfiduciati. E chi rappresenta il Paese, che non è solo la politica, non può attendere gli eventi, ma dovrebbe costruire una via d'uscita.

Serve un atto profondo di responsabilità: vanno messi da parte i personalismi, le difese di posizione ideologiche, le schermaglie e la ricerca di facile consenso per concentrarsi in maniera trasversale su come permettere al Titano di emergere da questa situazione, ricercando un'alternativa allo spaventoso indebitamento che invece sembra – o si vuol far credere - l'unica strada percorribile.

Il Paese si deve compattare per invertire la tendenza, che si sta trasformando in una pericolosa deriva.

Non c'è bisogno di una campagna elettorale – che sembra sia già partita - ma di soluzioni.