Editoriale: San Marino, a quando Tlc, PEC ed e-fattura?
PDF Stampa
Venerdì 27 Luglio 2018

 

di Alessandro Carli

 

Telecomunicazioni, PEC e fatturazione elettronica. Anche su questi tre casi si misura la capacità che ha un Paese di essere al passo con i tempi e di essere competitivo. Tre esempi su cui la Repubblica di San Marino purtroppo è decisamente indietro.

Tre "voci" già ampiamente "parlate" in Europa e anche nella vicina Italia, che stanno attraversando, proprio oltre i confini dello Stato, un processo di robusto rinnovamento: tra meno di sei mesi, quindi dal 1 gennaio 2019, la fatturazione elettronica sarà obbligatoria per tutte le imprese, con tutti i vantaggi immaginabili in termini di efficienza, spazio di archiviazione, velocità e integrazione.

Una scelta che tutto il Titano, dalle imprese ai cittadini, rischia di subire tra pochi mesi, nel momento in cui le aziende italiane abbandoneranno le vecchie procedure, che invece a San Marino sono e purtroppo resteranno la normalità.

Recuperare (ma sarebbe più corretto dire "rincorrere") il terreno perduto è faticoso: ma non sono "passaggi" impossibili (del resto li ha fatti anche la "vecchia e lenta" Italia). Non essere aggiornati su Telecomunicazioni, Posta Elettronica Certificata e Fatturazione elettronica penalizza la Repubblica di San Marino in termini di competitività, come si vede anche nelle posizioni del "Doing Business", il report di World Bank che misura la facilità o difficoltà per un imprenditore di aprire e gestire un'impresa rispetto alla normativa e alle procedure di riferimento di ogni Paese censito.

Parliamo di interventi che da anni si sarebbero dovuti fare e che i diversi Governi che si sono succeduti hanno sempre definito "attuabili dall'oggi al domani".

Se davvero sono così immediati e di facile approvazione, perché non sono stati fatti?

Invece di spingere su progetti "faraonici", sarebbe forse il caso di concentrarsi anche su piccoli ma importanti "mattoni" come questi che abbiamo evidenziato: solo in questo modo si può costruire una casa stabile.