Editoriale: San Marino, serve coesione e non distanze
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Martedì 10 Luglio 2018

 

di Alessandro Carli

 

A San Marino si respira un periodo di grande confusione. Individuati i "problemi", abbiamo la netta percezione che poco si stia facendo per cercare di risolverli. Il Paese non sta imboccando la strada giusta: mancano le idee chiare – ci sono proposte "tampone" quelle di prospettiva sembrano latitare – e questo sta generando molta confusione e altrettanta preoccupazione. Il progetto sulla "Spending review" appare un po' alla "acqua di rose": non è cioè incisiva come invece il momento di emergenza richiederebbe. Il Titano ha urgente bisogno di risparmiare per poter liberare risorse da destinare allo sviluppo. La crisi delle banche, soprattutto in questi ultimi giorni, ha raggiunto livelli altissimi di tensione sociale. È una partita che deve essere gestita in maniera attenta. Vediamo la politica sempre in aperta contrapposizione. Una diatriba continua e prolungata che si traduce in una dilatazione del tempo e quindi delle soluzioni – urgenti - da adottare per rilanciare la Repubblica. Le forze politiche preferiscono arroccarsi a oltranza a difesa di posizioni spesso non più al passo con i tempi. La litigiosità in Aula fa male al Paese e alla sua economia, e alimenta una pericolosa frammentazione anche negli stessi cittadini.

Serve coesione e non distanza, ponendo il bene comune al centro dell'azione. San Marino ha come obiettivo quello di tornare a essere un sistema competitivo. E per raggiungerlo, il dialogo e il confronto sono due "voci" imprescindibili.

Per uscire da questa fase critica prolungata occorre coscienza, impegno e volontà di tutte le parti. Solo in questo modo si può davvero disegnare un futuro roseo per il Paese.