Editoriale: Privacy, si poteva partire prima
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Lunedì 04 Giugno 2018

 

di Alessandro Carli

 

In concomitanza con l'entrata in vigore del Regolamento Europeo sulla Privacy (25 maggio) e a distanza di 10 giorni dalla deposizione del Progetto di Legge "sammarinese", la Segreteria agli Interni ha organizzato un momento di incontro a fine informativo e formativo tenuto dall'Avvocato Nicola Fabiano, esperto in materia di "Data Protection and Privacy Rights".

Il pdl del Titano ricalca in buona sostanza quello dell'UE, con una serie di "aggiustamenti" parametrati sulla realtà locale e, indicativamente, dovrebbe diventare Legge dello Stato in ottobre, subito dopo il tempo necessario richiesto dai passaggi parlamentari.

Le imprese di San Marino che trattano dati personali di cittadini europei, a prescindere dall'attività svolta e dalla tipologia dei dati trattati, devono quindi sottostare a nuovi obblighi e responsabilità previste dalla normativa europea. In attesa della propria. E i problemi non mancano. Per quanto riguarda il versante interno, come detto, bisognerà aspettare l'autunno. Per quello esterno invece, operando quotidianamente con i dati di cittadini europei (vero oggetto del Regolamento) dovranno comunque rispettare le nuove direttive e quindi, de facto, il Titano è in grave ritardo. E questo nonostante l'impegno e le sollecitazioni segnalate con largo anticipo dall'ANIS: oltre un anno e mezzo fa, nell'ottobre 2017, gli Industriali avevano organizzato un primo convegno per spiegare gli effetti del GDPR.

La data del 25 maggio si spera non cadrà come un'ascia sulle imprese, come preannunciato dal garante italiano, ad esempio, ci dovrebbe essere una fase di "tolleranza". Ma questo non deve essere un alibi, per cui occorre mettersi in linea con la normativa. E, a leggere il documento, non sarà proprio indolore: gli adempimenti per le imprese sono complessi e onerosi in termini di tempo, persone e risorse economiche. Bisogna fare attenzione anche alla parte sanzionatoria: in alcuni casi le multe possono arrivare sino a 5 milioni di euro e al 2% del fatturato dell'anno precedente, in altri casi a 10 milioni e al 4% del fatturato. Ma, va detto, è un passo che deve essere compiuto, anche in un'ottica di avvicinamento all'UE, un percorso che la Repubblica sta intraprendendo già da diversi anni. Purtroppo anche in questo caso il Titano si ritrova a rincorrere gli altri. Il nuovo regolamento è stato approvato nel 2016, davvero in due anni non si poteva predisporre una norma che ci consentisse il necessario adeguamento?