Editoriale: sacrifici, purché in un’ottica di sviluppo
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Lunedì 23 Aprile 2018

 

di Alessandro Carli

 

Il Piano di Stabilità non guarda in prospettiva ma piuttosto si concentra sul contingente. Le linee che si snodano nelle pagine del documento difatti vanno quasi esclusivamente in un'unica direzione, quella di far fronte all'indebitamento di Cassa di Risparmio. A distanza di 5 anni i cittadini e le imprese sammarinesi torneranno a confrontarsi con due misure straordinarie (quindi una tantum: non verranno replicate il prossimo anno): la patrimoniale (entro fine mese il Congresso emanerà il Decreto Delegato) e la minimum tax. La prima, rispetto al 2013, avrà un impatto inferiore sugli immobili ma riguarderà anche i patrimoni mobiliari, quindi il settore finanziario, le polizze assicurative, le quote societarie e altro. Il gettito atteso, secondo il segretario alle Finanze Simone Celli, è di circa 15 milioni di euro. A questa poi si aggiunge, come detto, la minimum tax per le imprese, dalla quale lo Stato si aspetta circa 4-5 milioni di euro.

La sensazione, al netto delle intenzioni, è che siano due iniziative mirate unicamente a far cassa. Se si trattasse di un piano che prevede uguali sacrifici per tutti – quindi per i cittadini, le imprese ma anche per la politica – e soprattutto inserito in una prospettiva di stabilizzazione e di sviluppo del Paese, lo possiamo anche condividere. Uno Stato in salute, in grado di guardare al futuro con ottimismo, ha ricadute a pioggia su tutto il sistema.

Ma se dietro si cela invece un fasullo piano per lo sviluppo, diventa un autentico stillicidio. La politica chiede uno sforzo a cittadini e imprese ma nel frattempo non adotta quelle linee di risparmio annunciate. Per risollevarsi, serve l'impegno di tutti.