Editoriale: I terremoti demoliscono la fiducia
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Giovedì 07 Dicembre 2017

 

di Alessandro Carli

 

Il "terremoto" mediatico, ma non solo, causato dalla lettera firmata da 25 Consiglieri di opposizione ha creato in prima battuta un'anomalia: lunedì scorso a Palazzo Pubblico sono state convocate tre conferenze stampa, una dal Congresso di Stato alle 11 e due a mezzogiorno, una dalla maggioranza e una dalla minoranza.

Ma non è questo il problema, anche se è ovvio che il braccio di ferro tra i duellanti, non giova né all'uno né tantomeno all'altro: il problema vero, che la politica non riesce a comprendere, è che questo modus operandi intacca la fiducia dei sammarinesi e, soprattutto, di chi ci guarda da fuori.

Al netto delle tempistiche sbagliate, l'immagine del Paese ne esce ulteriormente deteriorata.

Dopo essere stata messa in difficoltà dal servizio realizzato dal Tg5 sullo stato di salute delle finanze e dopo la vasta eco che hanno trovato le dimissioni dell'ex Direttore di Banca Centrale della Repubblica di San Marino Raffaele Capuano, la politica ha mostrato ancora una volta il volto meno opportuno: quello dello scontro, delle accuse e dei problemi elevati all'ennesima potenza.

Piuttosto, vista la fiducia che i cittadini hanno dato circa un anno fa alla nuova maggioranza, ci aspettiamo una "restituzione" di questa fiducia: lavorare per il bene del Paese, per dare continuità e prospettiva ai segnali – timidi ma incoraggianti – che arrivano dall'economia reale, quella creata dal mondo delle imprese.

E questo lavoro si deve tradurre nelle Leggi: aumentare solamente le tasse senza investire nello sviluppo, chiedere sacrifici agli imprenditori senza tagliare privilegi e spesa corrente improduttiva, non genera fiducia e presta il fianco ai detrattori interni quanto a quelli esterni. Ma anche la minoranza ha la stessa responsabilità: la politica tutta deve abbassare i toni ed evitare che i problemi di San Marino esplodano, sempre, come bombe mediatiche ingovernabili.

Occorre lasciare spazio al dialogo e a un senso comune di responsabilità – come tra l'altro ha esortato l'Ordine degli Avvocati e dei Notai - perché le sfide che aspettano il Paese sono tante.

Solamente se le parti si confrontano (e si ascoltano) in un clima costruttivo e sereno (il che non vuol dire che le critiche non debbano esserci) si possono individuare le soluzioni migliori per far ripartire, in maniera decisa e compatta, l'intero sistema.