Editoriale: meno litigi e più fiducia, servono segnali positivi
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Venerdì 10 Novembre 2017

 

di Alessandro Carli

 

Definire "imbarazzante" il dibattito che si è scatenato in Consiglio sul sistema bancario è un eufemismo: sarebbe più opportuno definirlo più semplicemente "vergognoso". La sensazione è che il limite sia stato abbondantemente superato. San Marino sta attraversando un periodo di grande difficoltà, "nuovo" per modalità e per durata. Ed è proprio da chi dovrebbe mettere al centro della propria azione il bene del Paese che arrivano i segnali meno incoraggianti: invece di superare le divisioni (questo non vuol dire che ogni partito o movimento debba perdere la propria identità, ma piuttosto operare in un'ottica di obiettivo comune), la politica preferisce alimentare quel processo di "cattiva reputazione" che da anni accompagna San Marino all'esterno. Proprio vero che la fiducia è così facile da perdere tanto quanto è difficile da riguadagnare. Ma se ogni giorno escono segnali negativi e accuse che vengono rimpallate da un lato all'altro dell'Aula, l'immagine sarà sempre quella. Eppure il momento prolungato di crisi meriterebbe ben altre attenzioni. Citiamo quella legata a uno dei pilastri dell'economia: il sistema bancario. Va messo in sicurezza al più presto e deve essere messa in campo un'operazione di recupero della fiducia dei clienti, preoccupati dalle ultime vicende.

Servono dunque segnali positivi, come è la riapertura del dialogo tra BCSM e ABS e il tavolo della stabilità che vede riunito anche il Comitato per il Credito e il Risparmio.

Altri però ne servono: si deve dare continuità, in questo settore come in tutti gli altri. Quello che vorremmo rivolgere è un richiamo alla responsabilità: serve dialogo, ma soprattutto definire una strategia comune – disuniti non se ne esce - che sappia guardare in avanti. Solo così si potranno prendere decisioni e individuare le azioni concrete che permettano al Titano di affrontare le sfide del domani con la dignità che gli appartiene.