Editoriale: Politica, sì alle “quote” di capacità e di merito
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Giovedì 02 Novembre 2017

 

di Alessandro Carli

 

Nel dibattito politico della sessione del Consiglio Grande e Generale di ottobre si è discusso anche di "quote rosa". Dall'ultima chiamata alle urne, poco meno di un anno fa, sono state elette 14 donne, per una media del 23% sul totale, due punti percentuali sotto quella europea, che oscilla attorno al 25%. La Relazione redatta dalla Commissione per Pari Opportunità sulla rappresentanza femminile in politica a San Marino, com'era facile immaginare, ha acceso l'Aula: il dibattito si è concluso con l'approvazione di un Odg presentato dalla Maggioranza.

Tra gli obiettivi di "Europa 2020" – il piano strategico ratificato dal Consiglio europeo che più volte è stato citato in CGG – c'è quello di promuovere un tipo di crescita economica che implichi la partecipazione delle donne a ogni livello. Tra i punti-chiave del documento, il raggiungimento di una quota di impiego pari al 75% per donne e uomini nella fascia di 20-64 anni di età, entro il 2020; l'aumento del numero di donne nell'ambito della ricerca scientifica e la crescita del numero di donne in ruolo manageriale. Il raggiungimento della parità di genere richiede un impegno da parte di tutte le Istituzioni per l'adozione di strategie e la realizzazione di precise politiche pubbliche, anche al fine di favorire un'assunzione di responsabilità condivisa fra uomini e donne.

Parlare oggi semplicemente di "quote rosa" – poco più di uno slogan: ai primi posti nella classifica dei parlamenti "più rosa" ci sono proprio quei Paesi che non hanno avuto bisogno di inserire le quote per legge – significa offendere l'intelligenza delle persone: davvero ci si deve aggrappare alle percentuali definite da un documento per parlare di uguaglianza? E' il concetto di partenza ad essere errato: si cominci a ragionare in un'ottica di merito, capacità e qualità. E' solo agendo con questi criteri oggettivi che si può arrivare alla vera parità, superando le "aliquote" previste da "Europa 2020".