Editoriale: Commissione spending review, meno spesa e maggiore efficienza
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Venerdì 27 Ottobre 2017

 

di Alessandro Carli

 

Finalmente! Dopo diversi anni, la richiesta di ANIS di istituire una Commissione per la spending review che veda allo stesso tavolo la politica, i sindacati e la associazioni di categoria è diventata realtà.

Nei giorni scorsi la Commissione si è insediata per un primo incontro, ma i tempi sono stretti: infatti, per legge già entro novembre dovrà presentare una proposta in cui dovranno essere indicate le aree che saranno oggetto dei "tagli" e, questo l'auspicio, del miglioramento in termini di efficienza. La normativa prevede già un "tabellare": -2,5% nel 2018 poi a salire, sino ad arrivare, nel 2020, al risparmio del 10%.

E' già qualcosa, visto il poco che si è fatto in passato, ma ovviamente non basta: il 2,5% del 2018 equivale a circa 12 milioni di euro, un niente in confronto ai 478 milioni di spese correnti, anche in previsione dei nuovi titoli di debito pubblico. Bisognerebbe quindi pensare a un intervento più incisivo anche se, non possiamo negarlo, non sarà facile né indolore.

Serve certamente "spendere meno" ma soprattutto spendere "meglio", attivando anche nuove politiche per lo sviluppo: imprese e investimenti.

Registriamo con favore questo primo segnale positivo, quello della riunione dell'attesa Commissione che si deve occupare della revisione della spesa, ma allo stesso tempo aspettiamo le proposte concrete.

Un invito: anche mettendo a mercato alcuni servizi oggi a carico dello Stato, si possono recuperare importanti risorse da destinare allo sviluppo e contemporaneamente far nascere e crescere altre imprese private.