Editoriale: gli insegnamenti di Boccia e Cerboni alla politica
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Lunedì 23 Ottobre 2017

 

di Alessandro Carli

 

Due indizi fanno una prova. Sia il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia (chiamato sul Titano in occasione della cerimonia di insediamento dei nuovi Capitani Reggenti Matteo Fiorini ed Enrico Carattoni) che il neo Ambasciatore d'Italia a San Marino Giorgio Cerboni, in ANIS a inizio settimana per un incontro con i vertici dell'Associazione, hanno difatti rimarcato l'importanza economica del settore industriale. Il dottor Cerboni è stato piuttosto diretto: "Per noi Ambasciatori il rapporto con le imprese è fondamentale". Il numero uno di Confindustria lo è stato altrettanto: occorre "dare più competitività alle imprese". Sono loro, attraverso gli investimenti e la conseguente capacità di creare occupazione e benessere, a rilanciare l'economia. Per riuscirci, così ancora Boccia, è importante che ci sia "coesione" tra politica e imprese.

San Marino, viste anche le sue dimensioni ridotte e la facilità di dialogo tra le parti, potrebbe essere un "case history", un esempio da esportare. La realtà dei fatti invece è ben diversa. Spesso la politica è distante dalle imprese: ne sono prova le produzioni legislative che non soddisfano le esigenze e le richieste di chi opera sui mercati.

L'auspicio è che il Governo faccia proprie sia la "diplomazia" dell'Ambasciatore che le preziose indicazioni tracciate da Vincenzo Boccia, due professionisti che conoscono bene i meccanismi economici internazionali.

In fondo, basta un po' di volontà: è solamente dalla coesione e dal dialogo che si possono trovare tutte quelle soluzioni in grado di rilanciare, in maniera strutturata, la Repubblica di San Marino.