Editoriale: San Marino, imprese a tutto gas (libero)
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Lunedì 07 Agosto 2017

 

di Alessandro Carli

 

Non un regime di monopolio o di semi-monopolio, bensì un vero mercato libero (come del resto richiedono già da diversi anni le associate ANIS) per permettere alle imprese del territorio di potersi approvvigionare del gas naturale in maniera molto più conveniente. E' da valutare positivamente dunque la decisione del Consiglio Grande e Generale di respingere, nella seduta della seconda metà di luglio, l'Istanza d'Arengo numero 20, quella cioè che chiedeva di ripristinare l'obbligo, per tutti gli operatori economici sammarinesi, di rifornirsi esclusivamente dalla rete di distribuzione dell'AASS, l'Azienda Autonoma di Stato per i Servizi pubblici.

Tra i pochi fattori di competitività che possono "governare" le imprese, la tariffa del gas naturale è uno di questi.

L'auspicio è quello di fare ora un ulteriore, importantissimo passo in avanti, ovvero quello di allinearsi - finalmente - agli altri Paesi: in Europa, dove la tendenza è quella della liberalizzazione totale, le imprese possono accedere, senza troppi lacci e lacciuoli, al cosiddetto "mercato libero del gas".

Nella Repubblica di San Marino invece solamente le aziende che consumano più di 2 milioni di metri cubi all'anno hanno l'autorizzazione a importare gas naturale da fornitori esteri.

Gas che, lo ricordiamo, ha un certo peso sui costi che le imprese del territorio devono affrontare per riuscire a stare sui mercati: un prezzo più basso si trasforma in un fattore di competitività e quindi di sviluppo.

Quello di cui ha bisogno il mondo imprenditoriale, e anche il sistema-Paese, per ripartire.

Naturalmente, a tutto gas!