Editoriale: tre provvedimenti gestiti davvero molto male
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Venerdì 21 Luglio 2017

 

di Alessandro Carli

 

Assestamento di bilancio, sistema bancario, Legge per lo sviluppo. Tanta carne al fuoco, in questo periodo dell'anno.

E nonostante si tratti di provvedimenti davvero nevralgici – è in gioco il futuro del Paese -, che richiedevano condivisione, dialogo e confronto tra il governo e le parti sociali e datoriali per migliorare i singoli "documenti" e modularli a seconda delle vere esigenze del sistema produttivo sammarinese, nella realtà dei fatti le cose sono andate diversamente: la condivisione non è stata trovata, il dialogo è partito tardi e, per quel che concerne le banche, le decisioni sono state prese d'imperio.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un clima di incertezza tra i cittadini, preoccupati per i propri risparmi, e uno stato di confusione tra gli imprenditori. Imprenditori che, oltre al costante impegno che mettono in campo per crescere la propria azienda e dare lavoro alle persone, devono fare i conti anche con un sistema bancario in grande difficoltà, che mette a rischio gli investimenti. A tutto questo, non dimentichiamo la "Legge per lo Sviluppo" che così com'è strutturata, va palesemente contro le aziende in quanto va ad aumentare il costo del lavoro e anziché facilitare l'incontro fra domanda e offerta di lavoro introduce ulteriori e farraginose procedure.

Dispiace per l'atteggiamento che la Maggioranza ha tenuto e difeso a oltranza: governare un Paese dovrebbe significare volere il suo bene, cercare di dargli una prospettiva a medio e lungo temine, ascoltando i suggerimenti che arrivano da chi "opera" sul campo e si confronta tutti i giorni

con i mercati.

Peccati di gioventù o supponenza?

L'unico commento che ci viene da fare è che, visti i risultati ottenuti, una maggior ricerca di condivisione con le Associazioni di categoria e i sindacati era senza dubbio necessaria.