Politica: trasparenza sì, ma solamente a parole
PDF Stampa
Giovedì 25 Maggio 2017

 

di Alessandro Carli

 

Per una coalizione di Governo che ha puntato buona parte della comunicazione e del suo operato sulla trasparenza e sulla vicinanza con i cittadini, l'assenza di risposte chiare sui tanti problemi legati al sistema bancario e finanziario sammarinese e il valzer di numeri che danzano attorno all'assestamento di Bilancio, fanno pensare che le promesse fatte durante la campagna elettorale non si trasformeranno velocemente in fatti concreti.

Sull'assestamento di Bilancio, che dovrà essere approvato entro l'estate e sul quale il FMI ha già calcato la mano, nei giorni scorsi la Maggioranza ha incontrato le opposizioni. Ufficialmente si sa che il disavanzo da ridurre si aggira attorno ai 20 milioni di euro anche se il Governo ha parlato di un deficit minore ma non precisamente quantificato.

Se, come ha chiesto il FMI, a medio giro di posta dovrebbe esserci quell'auspicata inversione di rotta (l'asticella di un "modesto avanzo" è stato posta al 2019), appaiono ancora nebulose le modalità con cui le forze politiche intendono comprimere il più possibile le spese improduttive e quindi liberare risorse per la modernizzazione – davvero necessaria - del Paese. Con una spesa corrente che si aggira attorno al 90%, oggi è abbastanza complicato – se non addirittura impensabile - riuscire a ricavare un budget adeguato da destinare a questo processo di rilancio. Vanno quindi messe in campo (e comunicate) tutta una serie di azioni – riforme, spending review, eccetera - per liberare risorse da destinare agli investimenti in infrastrutture e in servizi per lo sviluppo economico. Investimenti che servono a spingere San Marino, in maniera forte e determinata, verso il futuro.